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Il Pakistan testa missili da crociera

Il Pakistan testa missili da crociera

L’esercito pakistano ha testato un missile da crociera realizzato nel Paese e noto come Babur Cruise Missile 1B, che ha una gittata di oltre 900 km, il doppio della distanza che poteva coprire la versione precedente dello stesso modello di mezzo, il 21 dicembre.

ABNA24 – In una dichiarazione rilasciata nella stessa giornata, l’Inter-Services Public Relations (ISPR) ha affermato che il direttore generale della divisione piani strategici, il tenente generale Nadeem Zaki Manj, ha assistito al lancio del 21 dicembre, insieme al presidente della commissione scientifica e di ingegneria nazionale, Raza Samar, e al comandante del comando della forza strategica dell’esercito, il tenente generale Muhammad Ali.  A febbraio 2021, i militari avevano già testato con successo una versione precedente del missile con la capacità di colpire obiettivi terrestri e marittimi fino a 450 km di distanza. Il missile da crociera Babur 1A era stato lanciato da un “veicolo di lancio missilistico multitubo all’avanguardia”. La portata estesa del missile Babur 1B potrebbe migliorare ulteriormente la capacità militare del Paese dotato di armi nucleari, come sottolineato da Associated Press. Il Pakistan e la vicina India, che ha anch’essa un arsenale nucleare, hanno un rapporto instabile. Le parti hanno combattuto tre conflitti maggiori e altri minori dal 1947, anno in cui entrambi hanno ottenuto l’indipendenza dal dominio coloniale inglese. Due tra le tre guerre di maggiore portata avevano riguardato proprio la regione del Kashmir. Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda proprio tale territorio che è situato tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale della zona, il Jammu e Kashmir, è amministrato dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e l’area a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu aveva quindi istituito la Linea di controllo (LoC), dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che le parti, però, violano spesso e che il 25 febbraio scorso si sono nuovamente impegnate a rispettare. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare tali militanti. Islamabad e Nuova Delhi si sono più volte accusate di perpetrare clandestinamente o di ordinare attacchi terroristici l’una nel territorio dell’altra.  Il  24 novembre 2020, ad esempio, le autorità pakistane avevano consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, un dossier in cui l’India era stata formalmente accusata di alimentare il terrorismo in Pakistan. Il governo pakistano aveva sostenuto di essere in possesso di prove che confermerebbero il legame e il sostegno dell’India alle organizzazioni terroristiche pakistane quali l’organizzazione dei talebani pakistani, nota come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e i separatisti di etnia baloch. L’India, da parte sua, ha sempre negato tali insinuazioni.

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