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Libia, monito dell’Algeria: Stop alla guerra per procura, via mercenari e armi

Libia, monito dell’Algeria: Stop alla guerra per procura, via mercenari e armi

ALGERI - Duro intervento del presidente dell’Algeria, Abdelmajid Tebboune, sulla situazione in Libia, un paese “destabilizzato” dove è ancora in corso...

“una guerra per procura” e dove “chi viene eletto rappresenta solo sé stesso”. Rivolgendosi al segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, il capo dello Stato algerino ha espresso tutta la sua insoddisfazione per la situazione in Libia, dove gli Stati Uniti stanno portando avanti una mediazione d’intesa con le Nazioni Unite. “Abbiamo fatto di tutto perché i nostri fratelli e sorelle libici avessero la possibilità di esprimersi e sono ormai due anni che lottiamo per queste elezioni in Libia. Siamo giunti alla conclusione che gli eletti non rappresentano nessuno. Ogni volta che c’è un’elezione, loro rappresentano solo se stessi”, ha detto Tebboune. Il presidente ha parlato anche delle tensioni tra il premier ad interim del Governo di unità nazionale (Gun), Abdulhamid Dabaiba e “colui che è stato nominato dalla cosiddetta Camera dei rappresentanti”, ovvero Fathi Bashagha, premier del Governo di stabilità nazionale (Gsn) designato. “Questa situazione continuerà perché nessuno di loro è rappresentativo”, ha aggiunto Tebboune.

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