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Afghanistan sull'orlo di una grave crisi umanitaria

Afghanistan sull'orlo di una grave crisi umanitaria

L’Afghanistan è sull’orlo di una spaventosa crisi umanitaria.

ABNA24 : Ascoltando la rassegna stampa sulle ultime notizie dall’Afghanistan ho provato un grande dolore, il dolore dell’impotenza, Migliaia di persone sono senza cibo e acqua.

Un’emergenza senza fine che riguarda anche i diritti di donne e bambini, i più esposti dall’inizio della crisi e dal ritorno dei talebani a Kabul.

Sono oltre 10mila i cittadini afghani ancora in attesa di essere evacuati dall’aeroporto di Kabul e, secondo i report internazionali, ben 300mila i civili in pericolo per aver collaborato con le missioni delle forze alleate.

Un “terribile dramma umano”, lo ha definito Angela Merkel, tirando le somme del fallimentare vertice G7.

In questo contesto OMS e ONU chiedono aiuto per consegnare beni primari, ma le organizzazioni umanitarie necessitano più fondi, poichè 10 milioni di bambini necessitano assistenza.

Le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite hanno mandato un allarme per via delle difficoltà nel distribuire beni primari d’emergenza alla popolazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale dell’ONU ha richiesto l’apertura di un ponte aereo umanitario, che permetta la consegna di 500 tonnellate di materiale medico e altri beni di prima necessità in Afghanistan.

L’aeroporto di Kabul, infatti, sta subendo restrizioni per via dell’alto numero di cittadini afghani e esteri che stanno cercando di evacuare il paese, 300.000 negli ultimi due mesi.

Già prima della conquista della capitale di pochi giorni fa, l’Afghanistan constava di 18 milioni di persone bisognose d’aiuto.

Secondo la direttrice dell’UNICEF, Henrietta Fore, la crisi umanitaria peggiorerà drasticamente nei prossimi mesi, specialmente per donne e bambini, unendosi alla scarsità d’acqua e all’emergenza Covid ancora in atto.

Secondo la dichiarazione di Fore, ad oggi 10 milioni di bambini Afgani richiedono assistenza umanitaria, e un milione di essi potrebbe soffrire di malnutrizione durante il prossimo anno.

Una percentuale sempre più alta di minori, inoltre, non va a scuola: 2.2 milioni di bambine e 2 milioni di bambini.

Questi dati delineano una situazione particolarmente grave in un paese, come l’Afghanistan, in cui il 40% circa degli abitanti ha meno di 15 anni.

La drammatica condizione delle famiglie afgane si collega al rapporto annuale delle Nazioni Unite uscito a luglio, in cui la Segretaria Generale per i Bambini e il Conflitto Armato Virginia Gamba parla della protezione necessaria per i bambini in aree di guerra.

I dati riportati, sostengono che l’Afghanistan fosse già uno dei tre paesi con il più alto tasso di bambini morti in un conflitto armato.

Anche per quanto riguarda il coronavirus, Gamba ha riportato che i bambini coinvolti nei conflitti armati sono quelli più a rischi di contagio.

L'incubo peggiore è, poi, diventato realtà.

Il 26 agosto due forti esplosioni hanno squassato l'aeroporto di Kabul uccidendo decine di civili, tra cui bambini, e almeno dodici militari americani.

La prima esplosione è avvenuta vicino ai cancelli di ingresso dello scalo ed è stata seguita da colpi d’arma da fuoco.

Una seconda esplosione è stata avvertita poco dopo, sempre lungo il perimetro dell’aeroporto.

E' così che il caos delle ultime ore delle operazioni di evacuazione è precipitato nell'orrore, con un bilancio che in serata parlava di almeno 72 morti e oltre 140 feriti.

In questo terribile quadro, prima che gli assetti geopolitici sono le condizioni di vita delle persone che destano apprensione e che stanno mettendo in moto una vera mobilitazione in tante parti del mondo, Italia compresa.

Penso allo sforzo svolto dal Governo Italiano ed alla volontà e grande impegno del Primo Ministro Mario Draghi di coinvolgere i Grandi della terra, attraverso il G20, per promuovere un processo di dialogo e cooperazione per affrontare la crisi Afghana, aprendo una prospettiva di Sviluppo con il grande obiettivo della Pace.

Penso all’Agenda 2030, ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, al naturale coinvolgimento delle Nazioni Unite in questo processo.

Mi pongo alcune domande: E’ possibile delineare un percorso di uscita da questa crisi scaturita dal ritiro degli USA dall’Afghanistan, apparentemente locale, ma da molti ormai riconosciuta come crisi globale, senza coinvolgere l'Iran quale potenza regionale, peraltro confinante con l'Afghanistan, che più di ogni altro avrebbe gli strumenti per illuminare un autentico ed integrale processo di pace?

Ciò perchè i termini del discorso potrebbero aggravarsi nei prossimi mesi quando arriveranno alle nostre frontiere nuovi gruppi di profughi provenienti dall’Afghanistan.

Il ponte aereo terminerà con la fine della presenza americana a Kabul.

Da quel momento è pensabile che una parte della popolazione cercherà di uscire dal paese verso punti di raccolta in Pakistan e Turchia.

Qualcuno prenderà la strada della rotta balcanica dove sono stati bloccati altri uomini nei mesi scorsi anche per lungo tempo.

Se sarà possibile mettere in atto i cosiddetti corridoi umanitari questi partiranno da uno dei paesi di prima accoglienza e non dall’Afghanistan direttamente.

Le persone interessate a questa fase saranno certamente più povere, meno tutelate, più esposte al traffico di esseri umani.

Su queste premesse, due Paesi come l'Italia e l'Iran, legati da buoni e consolidati rapporti bilaterali sia in ambito culturale che economico e commerciale non possono astenersi dal dialogare per affrontare questa crisi umanitaria che sta provocano indicibili sofferenze nel popolo afghano.

Aprire un dialogo, condividere progetti e realizzare un corridoio umanitario, affrontare insieme questa crisi rappresenterebbe una opportunità per ristabilire pace, sicurezza e una pace duratura. 

Avv. Fabio Loscerbo

Presidente dell'Associazione di Cultura e del Commercio Italo Iraniana.

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