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Cile: aperti seggi per presidenziali: in arrivo un cambio d'epoca?

Cile: aperti seggi per presidenziali: in arrivo un cambio d'epoca?

Santiago - Nessuno può sapere come andrà a finire ma tutti sentono che nulla, in ...

ABNA24 – Cile, sarà come prima. Con qualche difficoltà organizzativa si sono aperti oggi alle 8 (le 12 italiane) i seggi per un voto, riguardante l'elezione del presidente della repubblica e dei membri del Parlamento, che cambierà con tutta probabilità il volto del Paese.

Circa 15 milioni di persone sono chiamati alle urne per confermare, o correggere, l'esito di precedenti tornate che hanno indicato un marcato spostamento a sinistra dell'elettorato cileno, ma anche un processo di polarizzazione alle estremità dell'arco politico. Secondo i sondaggi, infatti, il prossimo ospite del Palazzo della Moneda emergerà quasi certamente da un ballottaggio il prossimo 19 dicembre fra José Antonio Kast (Frente social cristiano, estrema destra) e Gabriel (Apruebo Dignidad, sinistra).   

Il presidente uscente, Sebastián Pinera, è stato fra i primi a votare e in un messaggio via Twitter ha sostenuto di avere "la convinzione che tutti desideriamo il meglio per il nostro Paese. Oggi ogni voto e ogni voce sono fondamentali".  

La scelta di un successore al conservatore Pinera è molto aperta in quanto il 50% degli elettori è ancora indeciso sul candidato da sostenere. Si tratta del voto dall’esito più incerto dall’avvento della democrazia in Cile, 31 anni fa, oltre a essere la quarta elezione dal 2020, in una fase di profondo cambiamento istituzionale dopo le diffuse proteste sociali di ottobre 2019. Tra i dati salienti che fanno da sfondo al voto c’è quello sull’inflazione al 6%, una crisi di fiducia generalizzata nei partiti tradizionali e nelle istituzioni oltre al fatto che un’assemblea sta redigendo una nuova costituzione.   

I grandi favoriti sono quindi i rappresentanti dei due poli politici maggiormente antagonisti, ma in assenza di sondaggi solidi, la cui diffusione è proibita per legge a partire da due settimane prima del voto, è difficile fare previsioni sul risultato elettorale. Probabilmente dal primo turno non uscirà il nome del futuro presidente, pertanto i cileni dovranno tornare alle urne il 19 dicembre. Inoltre a rendere il ballottaggio un passaggio quasi obbligato è il sistema di voto volontario, istaurato nel 2012, che solitamente porta ad un’affluenza alle urne piuttosto bassa. In Cile venezuelani e peruviani, la prima e seconda comunità straniera più numerosa, in tutto 400mila persone, potranno esprimere la loro preferenza.   

Da ottobre 2019, il Cile è precipitato in un clima di forte instabilità politica, sulla scia delle proteste sociali per contestare l’aumento dei prezzi e un sistema basato sulle diseguaglianze, risalente all’epoca della dittatura di Augusto Pinochet. Gli osservatori sottolineano che chiunque venga eletto avrà come compito di calmare le acque e riportare il Paese sulla strada della stabilità e della pace sociale, dell’appianamento delle diseguaglianze e delle riforme costituzionali. In questo contesto particolarmente volatile, uno dei motivi di attenzione degli analisti è la forte ascesa dell’estrema destra negli ultimi mesi, letta come la conseguenza diretta della mediocrità e del deteriorarsi della politica cilena. 

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