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Crisi Ucraina e ruolo dell'Italia

Crisi Ucraina e ruolo dell'Italia

La tensione tra Russia e Ucraina resta alta. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avverte: “La guerra è imminente”. L’Occidente stenta a scorgere una via d’uscita diplomatica alla crisi.

ABNA24 – Ormai da settimane si parla dei possibili scenari e su un eventuale conflitto.

Non è intenzione del presente articolo entrare nel merito della vicenda, affrontando la genesi dell'attuale situazione di crisi.

Lo scopo del presente articolo è quello di delineare il ruolo dell'Italia all'interno dello spazio europeo e, più in generale, nel contesto internazionale, in particolare con riferimento ai rapporti con l'alleato atlantico ed ai possibili risvolti di un nuovo ruolo dell'Italia.

Nell'attuale contesto, l’Italia non può essere considerata una semplice pedina in una partita di scacchi.

Il suo ruolo internazionale sarà ancora rilevante.

E ciò grazie alla presenza di Mario Draghi come Presidente del Consiglio.

In particolare, la nomina di Mario Draghi a capo dell’esecutivo italiano ha rappresentato un chiaro cambiamento rispetto al precedente ciclo politico, quello risultante dalle elezioni legislative del 2018.

La costituzione di una maggioranza parlamentare di unità nazionale che ha riunito, ad eccezione del partito di destra Fratelli d’Italia, tutte le formazioni politiche italiane ha scritto una nuova pagina.

La crisi politica del gennaio 2021 ha ribaltato il gioco politico italiano, con la nomina da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di Mario Draghi, una personalità prestigiosa e trasversale che ha riunito attorno al proprio nome l’intero arco parlamentare italiano.

Il ruolo svolto da Mario Draghi come Presidente del Consiglio ha innescato una catena di eventi che sta cambiando il gioco politico italiano e la posizione internazionale dell’Italia.

La personalità stessa di Mario Draghi ha portato a una serie di nuove coordinate per il governo italiano.

È uno dei pochi capi di governo che gode di un profilo internazionale antecedente alle sue funzioni politiche.

Due elementi sembrano essere particolarmente significativi a questo proposito.

In primo luogo, Mario Draghi ha ottenuto un dottorato in economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1976 sotto la direzione di Franco Modigliani e Robert Solow. Questo periodo in una delle più prestigiose istituzioni accademiche americane ha rappresentato sia un notevole risultato accademico sia un’appartenenza al mondo culturale e alle reti economiche anglosassoni. Questo fu espresso più tardi quando divenne governatore della Banca d’Italia e fu in grado di sviluppare contatti con i funzionari della Federal Reserve degli Stati Uniti.

In seguito, la presidenza della Banca Centrale Europea dal 2011 al 2019 ha posizionato questo ex governatore della Banca d’Italia in un ruolo chiave nell’architettura economica e politica europea. Ha raggiunto il cuore del processo decisionale dell’Unione Europea ed è stato notato e rispettato per l’autorità con cui ha domato la speculazione durante la crisi del 2011.

Questi episodi significativi indicano già le coordinate di un leader politico ancorato nelle istituzioni europee con un’abitudine al dialogo con le autorità americane.

Ma si badi, dialogo non significa subordinazione.

Diversamente a quanto era accaduto con i due precedenti governi della medesima legislatura, che avevano rilanciato la sudditanza italiana ai voleri decisionali statunitensi, il governo presieduto da Mario Draghi possiede condizioni e requisiti, nel pur alveo di una condotta di rispetto e lealtà con i propri alleati, per potersi ergersi quale punto di riferimento per l'Europa ed interlocutore indipendente rispetto agli Stati Uniti.

In uno dei primi incontri pubblici svolti dal Presidente Mario Draghi, per la precisione al G7 di Carbis Bay, viene ripreso un colloqui tra questi ed il presidente americano Biden, dove quest'ultimo appare ai margini ad ascoltare al lezione del Presidente italiano.

Poichè in politica, anche internazionale, le immagini contano, quelle immagini di un Presidente americano che rimane ad ascoltare quasi come fosse a lezione quanto gli veniva raccontato dall'omologo italiano sono una evidenzia del cambio di passo dell'Italia.

Questo cambio di passo, questa nuova propensione internazionale dell'Italia emerge anche nell'attuale crisi che coinvolge l'Ucraina nei rapporti con la Russia.

Non a caso, secondo fonti diplomatiche italiane il Cremlino avrebbe direttamente invocato un intervento italiano, ma allo stesso tempo anche Zelensky (Presidente del governo ucraino) avrebbe chiesto l'aiuto italiano (come riportato dal Corriere della Sera in un articolo del 17 febbraio).

In tutto questo gli Stati Uniti non possono fare altro che rimanere a guardare.

Sia perchè responsabili dell'incremento delle tensioni tra Russia ed Ucraina, sia perchè non graditi come interlocutore diretto dai partner europei (in particolare la Germania), tanto che lo stesso Presidente americano, tra la notte del 17 e 18 febbraio ha parlato al telefono con Mario Draghi (fonte Corriere della Sera articolo del 17 febbraio), probabilmente chiedendo un intervento diretto del Presidente Italiano.

Questi elementi rappresentano una ulteriore evidenzia dell'inversione di tendenza quanto al ruolo dell'Italia in campo internazionale.

E, si badi, questa nuova rilevanza internazionale dell'Italia potrebbe avere effetti positivi anche nei rapporti con l'Iran.

Alla conferenza i rappresentanti dei Paesi dell'area e del Golfo, il 03/12/2021, il Presidente del Consiglio Italiano ha dichiarato "Con l'Iran manteniamo un dialogo esigente, ma costruttivo, anche per quanto riguarda la non proliferazione del nucleare”.

E, non a caso, l'Ambasciatore della Repubblica Islamica a Roma, alla vigilia del 43esimo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran, ha dichiarato ''Con Italia esempio di cooperazione diplomatica, rafforzare quella economica”.

Sono tutti indici di un nuovo possibile sviluppo delle relazioni internazionali.

In una Europa, orfana della guida di Angela Merkel, si fa strada la Leadership italiana a guida Mario Draghi.

A livello internazionale, stante la attuale incapacità statunitense di far fronte alle emergenze mondiali, poichè a guida di un Presidente che appare debole, sia agli occhi degli americani che dei Paesi alleati, il ruolo del dell'Italia non sarà di semplice spettatore.

La vicenda Ucraina ne rappresenta un esempio.

I prossimi mesi saranno importanti per verificare la tenuta dei rapporti internazionali e l'evoluzione dei nuovi equilibri geopolitici.

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