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Iraq: i gruppi di resistenza si pronunciano sul ritiro americano

Iraq: i gruppi di resistenza si pronunciano sul ritiro americano

Venerdì, il Comitato di coordinamento della Resistenza irachena ha rilasciato una dichiarazione in merito al round di dialogo strategico tra Iraq e America sul ritiro americano dall’Iraq.

ABNA24 – Venerdì, il Comitato di coordinamento della Resistenza irachena ha rilasciato la seguente dichairazione :

“In nome di Dio, il più misericordioso, il più misericordioso (…..)”

“Stiamo monitorando da vicino l’entità dell’impegno nei confronti degli esiti del cosiddetto ciclo di dialogo strategico, in cui non credevamo nella serietà dell’occupazione e nel suo impegno come parte di essa, e questo perché eravamo impegnati a dare all’autorità di governo irachena, quale negoziatore, un’opportunità per espellere l’occupazione americana dalla nostra pura terra attraverso mezzi diplomatici, non abbiamo ancora visto alcuna manifestazione di ritiro nonostante le promesse delle autorità occupanti. Sebbene solo 42 giorni ci separino dal 31/12/2021, al contrario, abbiamo osservato che lo sfrontato atteggiamento dell’autorità americana dell’occupazione ha aumentato il suo numero e le sue attrezzature nelle sue basi in Iraq, e abbiamo persino sentito dichiarazioni ufficiali e semi-ufficiali di funzionari degli stati del male americani sulla loro intenzione di non ritirarsi dal Paese con il pretesto che c’era una richiesta da Baghdad per farlo, in un momento in cui non abbiamo visto alcuna risposta o smentita da parte del governo iracheno su queste goffe dichiarazioni!

Affermiamo che l’arma dell’onorevole resistenza, di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi, e alcuni hanno insistito per impegnarla nelle recenti rivalità politiche, sarà pronta a smembrare l’occupazione non appena sarà il momento e la scadenza scadrà dopo le dodici alle ore serali del 31/12/2021.

La legittimità della resistenza – che è stata fondata dal martire Sayyid Muhammad Baqir al-Sadr, che Dio si compiaccia di lui – e che ha umiliato l’occupazione e umiliato la sua arroganza con la sua arma legittima, è acquisita dal diritto del popolo iracheno di affrontare l’occupazione che ha violato la nostra sovranità, e affermiamo che la bussola di quest’arma che ha restituito dignità era, è e rimarrà diretta verso i capi degli occupanti, chiunque essi siano.

La resistenza è un approccio legale, morale e patriottico approvato dalle convenzioni e dalle norme internazionali, nonché dalle leggi celesti, che richiede di non abbandonare l’arma dell’onore e dell’orgoglio finché il sangue scorre nelle vene, (Coloro che credono in Dio e nel creatore non chiedernno il tuo permesso).

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