?>

L’importanza dell’Ijtihad e del Taqlid (1a parte)

L’importanza dell’Ijtihad e del Taqlid (1a parte)

“Se dopo l’occultazione del vostro Qa’im non dovesse rimanere una persona tra i sapienti che inviti verso di lui (l’ Imam); guidi gli altri a lui;

(ABNA24.com) “Se dopo l’occultazione del vostro Qa’im non dovesse rimanere una persona tra i sapienti che inviti verso di lui (l’ Imam); guidi gli altri a lui;

difenda la sua religione con le prove di Allah; salvi i servi di Allah oppressi dalle trappole di Iblis (Satana) e delle sue orde, e dai tranelli dei nemici (dell’ Ahlul Bayt), allora non rimarrebbe una singola persona (sulla Terra) che continuerebbe realmente a seguire la religione di Allah. Tuttavia, questi sapienti s’incaricano di essere i protettori dei cuori dei nostri seguaci oppressi, proprio come il capitano di un’imbarcazione prende il controllo delle vite e la salvezza di coloro che sono sulla sua nave. Pertanto, questi (sapienti – gli Ulama) sono le persone migliori al cospetto di Allah, il Nobile ed il Grande” (Biharul Anwar, vol. 2, pag. 6, sec. 8, trad. 12)

Durante la vita del Profeta Muhammad (la pace sia su di lui e la sua famiglia), egli fu la sola autorità in tutte le questioni religiose e  politiche, e le questioni religiose e quelle attinenti la comunità venivano poste a lui o a chi egli aveva dato autorità (secondo gli ordini di Allah) sui credenti. Con la sua scomparsa, la catena dei successori – i 12 Imam – cominciò. La prima delle guide esplicitamente incaricate fu ‘Ali ibn Abi Talib (pace sia su di lui) ed il successore finale è il dodicesimo Imam, al-Hujjat ibnil Hasan al-Askari (possa Allah affrettare il suo avvento).

La guida del dodicesimo Imam era ben diversa da quella del precedente undicesimo Imam poiché secondo la saggezza di Allah, egli ebbe due forme di occultazione. La sua occultazione minore durò per poco più di 60 anni durante i quali furono incaricati quattro rappresentanti specifici. Essi erano responsabili nel trasmettere le domande sulle questioni quotidiane presentate dai fedeli all’Imam, raccogliendo i vari fondi Islamici (Khums, Zakat, etc..) e distribuendoli come l’Imam credeva più opportuno, ed altre mansioni.

Dopo la morte del quarto rappresentante nell’anno 328 AH, le porte della rappresentazione specifica furono chiuse. Tuttavia, la guida non si esaurì ed in accordo alle direttive emesse dal dodicesimo Imam, i credenti devono seguire i sapienti (Fuqaha) che: “…sorvegliano la loro anima, proteggono la loro religione, e seguono i comandamenti del loro Signore (Allah)…” Così, la ’rappresentazione generale’ è stata posta sulle spalle delle fonti dell’ emulazione (Mara’ja Taqlid).

Cosa è il Taqlid?

Taqlid viene dalla radice Araba ‘qal-la-da/yuqal-li-du/taqlid’ che significa ‘imitare’ o ’seguire’. Non significa “seguire ciecamente”, come qualcuno l’ha interpretato – piuttosto, nella struttura del sistema legale Islamico, significa che finché una persona non ha gli strumenti per dedurre le leggi dell’Islam dalle loro fonti, egli deve fare riferimento ed applicare i giudizi che rilascia il sapiente che ha questa abilità.

Non siamo obbligati ad eseguire il Taqlid ma, come fanno notare i sapienti, la nostra prima opzione è di divenire un Mujtahid – colui che ha raggiunto il livello di Ijtihad – la capacità di dedurre indipendentemente le leggi dell’Islam dalle loro fonti, e questo sarebbe obbligatorio per tutti i credenti; tuttavia se anche una persona realizza questo compito, allora gli altri sono assolti da questo dovere.

Dato che il raggiungimento di tale livello non è possibile per tutti – perché se ognuno dedicasse la propria vita esclusivamente agli ‘studi Islamici’ non ci sarebbero scienziati, dottori, ingegneri, artisti, progettisti, e così via… la seconda opzione che ci è data è di eseguire è l’Ihtiyat, la precauzione, nella legge Islamica. Se si decide di seguire questo metodo, allora su una particolare questione, bisogna analizzare le norme islamiche che tutti i Mara’ja contemporanei hanno rilasciato e scegliere la posizione “più precauzionale”.

Va notato che il Taqlid pertiene solo al regno della Shari’ah; non può esserci Taqlid in materie di fede (Usulu‘d-din). Un Musulmano deve mantenere la sua fede nei fondamenti della sua religione dopo aver ricevuto la convinzione della loro verità tramite l’esame e la riflessione. Infatti il Corano molto chiaramente condanna quelli che seguono gli altri ciecamente in questioni di fede.

Tuttavia, affinché gli atti di adorazione di qualcuno vengano eseguiti correttamente ed accettati, devono essere fatti all’ombra di una delle tre opzioni presentate sopra – l’incapacità di raggiungere il livello di Mujtahid, non praticare l’Ihityaat, e non compiere il Taqlid di un Marja’ riconosciuto può rendere tutte le azioni di una persona (quali le preghiere ed il digiuno) nulle e senza valore



/129


Inviare il Vostro commento

Il Vostro indrizzo della posta elettronica non sara' pubblicata. Riempire le caselle segnate con *

*