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La scienza degli hadith- 1a parte

La scienza degli hadith- 1a parte

Un hadith, nel linguaggio tecnico, è una narrazione che riporti un detto, un’azione o ...

(ABNA24.com) una silente approvazione del Profeta Muhammad. In ambito sunnita vengono spesso incluse le narrazioni dei compagni del Profeta e in quello sciita le narrazioni degli Imam. Con il termine athar si intende ogni tipo di narrazione, mentre khabar viene applicato sia agli hadith che agli athar. Una riwayah è invece una narrazione che è stata trasmessa con o senza catena di trasmissione.

Lo scopo principale degli hadith è quello di voler identificare la sunna del Profeta. Per “sunna” viene intesa la tradizione (sacra consuetudine) del Profeta manifesta per mezzo delle sue parole, azioni e tacito assenso. La distinzione tra sunna e hadith venne presto a meno dopo che l’Imam Shafi’i insistette sul fatto che ogni sunna dovesse essere corroborata con un valido hadith. Di fatto i due rimangono comunque concetti distinti.

La sunna viene comunemente accettata come seconda fonte di legislazione, dopo il Corano, per stabilire la prassi religiosa, come importante fattore interpretativo delle ingiunzioni del Corano e in quanto fonte dell’insegnamento morale, sociale e spirituale. A volte con questo termine vengono intese anche alcune preghiere rituali supererogatorie o abitudini del Profeta non ufficialmente canonizzate.

La prima generazione di musulmani al tempo del Profeta è nota come la “generazione dei compagni”. I compagni vengono generalmente definiti come coloro che furono al fianco del Profeta, lo videro fisicamente e credetto pubblicamente in lui. Questa generazione fu la prima ad aver trasmesso hadith per via orale e scritturale. Inizialmente i compagni appresero la sunna direttamente dal Profeta ma ben presto la maestria nella scienza degli hadith divenne ottenibile attraverso i viaggi nei centri di erudizione laddove si svilupparono i metodi di insegnamento formali.

 

I principali modi di trasmissione degli hadith erano i seguenti:

 

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Sama’: la lettura degli hadith del maestro allo studente.

‘Ard o Qira’ah: la lettura degli hadith dello studente al maestro.

Ijazah: il permesso ricevuto da un maestro di trasmettere determinati hadith.

Munawalah: la consegna di un testo di hadith dal maestro allo studente per poterlo riportare e trasmettere.

Kitabah: scrivere un hadith per qualcuno.

I’lam: informare uno studente di aver il permesso di riportare certi hadith.

Wasiyyah: affidare i propri libri a qualcuno.

Wijadah: reperire un hadith da un determinato libro.

Nonostante la recalcitranza da parte di alcuni compagni, o la loro estrema scrupolosità, di fatto sin dalle origini si ebbero i primi sahifah ossia raccolte scritte di hadith. Abdullah Ibn Amr redasse al-Sahifah al-Sadiqah che venne poi in possesso di Mujahid e, in seguito, di Amr Ibn Shu’ayb (un nipote di Abdullah). Altri sahifa risalgono a Samura Ibn Jundab, Anas Ibn Malik, Ibn Abbas e Jabir Ibn Abdullah. Abu Hurayra, altro noto compagno, iniziò a scrivere hadith verso la fine del periodo profetico. Il sahifa di Hammam  basato sulle narrazioni di Abu Hurayra è ben noto tra gli esperti in materia di hadith. Il Kitab Ali, il libro di Ali, viene descritto come uno dei più importanti testi di hadith profetici redatti nel primo periodo islamico. In seguito diversi narratori ne citeranno varie parti; ciò a testimonianza della sua portata in seno ai vari ambienti di erudizione.


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