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Mentre i taliban riconquistano l'Afghanistan prende corpo l'ipotesi ritiro americano anche dall'Iraq

Mentre i taliban riconquistano l'Afghanistan prende corpo l'ipotesi ritiro americano anche dall'Iraq

LONDRA - Stanno iniziando a palesarsi in modo più netto le conseguenze del ritiro delle truppe occidentali dall’Afghanistan deciso dall’amministrazione Biden ed accettato dall’Alleanza Atlantica. Come previsto, i Taliban stanno dilagando, recuperando progressivamente il controllo di gran parte dei territori che rispondevano alle legittime autorità di Kabul.

ABNA24 : Rispetto agli anni novanta, tuttavia, si registrano alcuni elementi di novità. Innanzitutto, i miliziani questa volta hanno attaccato a nord, probabilmente allo scopo di evitare l’insorgere di attività di resistenza nelle province maggioritariamente tagike ed uzbeke del paese. I guerriglieri si stanno anche assicurando il possesso delle frontiere, nel chiaro intento di privare i loro avversari della possibilità di ricevere assistenza dall’estero. Così, le bandiere dell’Emirato che fu del Mullah Omar sventolano tanto sull’Amu Darya quanto a Spin Boldak, all’estremo opposto del territorio afghano. Per facilitare la propria azione offensiva, i Taliban* hanno inoltre stretto accordi, non si sa quanto temporanei, anche con gli Hazara sciiti che occupano l’area di Bamyan. Nel frattempo, mentre il ritiro delle truppe statunitensi ed alleate si perfeziona nella più totale indifferenza del pubblico americano per le sorti delle donne e delle minoranze afghane, dall’America giunge voce anche di un prossimo ripiegamento dall’Iraq, paese nel quale il Pentagono è presente attraverso le forze della coalizione che combatte il sedicente Stato Islamico. Biden starebbe quindi tenendo fede alla promessa fatta agli elettori americani di porre fine al coinvolgimento degli Usa nelle guerre senza fine che insanguinano il Medio Oriente, confermando tra le altre cose come le politiche di Trump non fossero affatto estemporanee sotto questo punto di vista, ma esprimessero invece un’esigenza di lungo periodo profondamente avvertita dal pubblico statunitense. L’America intende concentrarsi sulle dimensioni in cui crede che sarà deciso chi dominerà il pianeta nei prossimi decenni e forse scommette anche sulla crescita dell’instabilità complessiva, ritenendo che possa indurre i suoi competitori maggiori a distrarre risorse dagli investimenti necessari allo sviluppo delle capacità tecnologiche e militari più temute. Non sarà tuttavia per gli Stati Uniti un’operazione a costo zero, dal momento che l’abbandono degli alleati più minacciati seminerà il dubbio sull’effettivo impegno di Washington a proteggerli, con imprevedibili effetti a cascata nel medio-lungo periodo.

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