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Misericordia e Beneficenza (1a parte)

Misericordia e Beneficenza (1a parte)

Tra le virtù sulle quali ha più insistito il nobile Corano e gli insegnamenti del santo Profeta (S) e dei Puri Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) occupano uno spazio centrale la misericordia, la bontà, la dolcezza e la gentilezza.

(ABNA24.com) “O mio Dio, fai sì che con misericordia io sia amorevole verso coloro che sono provati e che con affetto io faccia loro delle confidenze”. {Invocazione dell’Imam as-Sajjad (as) per i suoi vicini e amici}

Tra le virtù sulle quali ha più insistito il nobile Corano e gli insegnamenti del santo Profeta (S) e dei Puri Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) occupano uno spazio centrale la misericordia, la bontà, la dolcezza e la gentilezza.

Uno dei doveri del musulmano è, come dice un ĥadīth del Profeta (S), di “abbellirsi delle qualità divine”.

Non c’è Attributo Divino sul quale il Sacro Corano insiste più dell’Attributo della “misericordia”, che è evocato più di centocinquanta volte nel Sacro Libro, senza contare che è doppiamente rappresentato dai due Nomi divini “il Clemente” e “il Misericordioso” nella formula di benedizione che inaugura le Sure del Sacro Corano e che dovrebbe accompagnare tutti gli atti della vita dei musulmani.

Sono ancora questi attributi che Dio sottolinea, quando fa l’elogio del Suo Profeta (S): “Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti”. (Sacro Corano, Sura at-Tawba, 9:128)

Allora, Dio conforta il Suo Messaggero (S) nella sua maniera di comportarsi verso i fedeli e dice: “E’ per misericordia di Dio che sei dolce nei loro confronti! Se fossi stato duro di cuore, si sarebbero allontanati da te. Perdona loro e supplica che siano assolti..” (Sacro Corano, Sura ali-°Imran, 3:159)

Lo stesso accadde quando all’Inviato Mosè (as) e a suo fratello Aronne (as) in missione presso il Faraone, che era tuttavia un tiranno spietato, Dio raccomandò ai Suoi messaggeri di rivolgersi a lui con dolcezza: “Andate de Faraone: in verità si è ribellato! Parlategli con dolcezza. Forse ricorderà o temerà Dio”. (Sacro Corano, Sura Tā Ĥā, 20: 43-44)

In molti passaggi del suo sermone durante il mese di Ramadan, il Profeta (S) ci raccomandò di comportarci con dolcezza e misericordia:

“Siate misericordiosi verso i vostri giovani, (…) commuovetevi degli orfani degli altri {cioè dei non musulmani} e ci si commuoverà sui vostri orfani. (…) O gente, chi migliorerà il suo carattere in questo mese, si guadagnerà un lasciapassare per il Sirat il giorno in cui i piedi scivoleranno; a chi in questo mese alleggerirà il fardello di coloro che sono in suo potere, Dio gli alleggerirà i suoi compiti; a chi si asterrà di fare del male (agli altri), Dio allontanerà da lui la Sua collera il giorno in cui lui Lo incontrerà; (…) a chi manterrà i suoi legami di parentela, Dio lo toccherà con la Sua Misericordia il giorno in cui lui Lo incontrerà.”

“O mio Dio, sei Tu che, nel Tuo Libro, hai rivelato la Grazia

E ci hai ordinato di fare la grazia a coloro che ci hanno fatto del torto (…);

Tu ci hai ordinato di non cacciare il mendicante dalle nostre porte (…);

Tu ci hai ordinato di fare la beneficenza”

{Invocazione dell’Imam as-Sajjad (as) trasmessa da Abu Hamza Thomali}



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