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Nyt rivela: il terrorismo a stelle e strisce in Siria

Nyt rivela: il terrorismo a stelle e strisce in Siria

Washington - Spietate “macchine da guerra”. Uccidono e scompaiono. Hanno partecipato alla mattanza siriana. ...

Stavolta non stiamo parlando dei terroristi takfiri del Daesh ne dei tagliagole stupratori qaedisti, né degli squadroni della morte ... stavolta parliamo dei reparti di èlite americani.

Una cellula segreta delle forze speciali statunitensi, nel corso della cosiddetta lotta al terrorismo in Siria, ha lanciato tra il 2014 e il 2019 decine di migliaia di bombe e missili eludendo illegalmente le procedure standard e facendo strage anche di civili. Lo riporta il New York Times citando fonti militari e dei servizi di intelligence. Chiamata Talon Anvil, la cellula era composta da non più di 20 elementi e prendeva ordini non dai vertici del Pentagono ma da figure di più basso profilo all’interno della Delta Force. 

Il quotidiano statunitense scoperchia così un vaso di Pandora, parlando di azioni illegali e procedure di sicurezza eluse, con tanto di strage di civili in Siria. Feroci martellamenti in barba al più elementare rispetto della vita umana, finendo per ammazzare persone che non avevano alcun ruolo nel conflitto: contadini, bambini, famiglie in fuga dai combattimenti e abitanti di piccoli villaggi che si nascondevano in rifugi improvvisati per sfuggire alle bombe. L’unità Usa top secret, composta da pochi militari (non più di 20 elementi, secondo il Nyt), non prendeva ordini direttamente dal Pentagono ma da figure meno rilevanti della Delta Force. Sta di fatto che avrebbe dovuto colpire, ufficialmente, soltanto i militanti dell’Isis. Invecebombardava a tappeto, mietendo anche vittime innocenti, come confermato al New York Times da quattro ufficiali americani. “Erano spietatamente efficienti e bravi nel loro lavoro“, ha dichiarato al Nyt un ex ufficiale dell’intelligence dell’Air Force che ha lavorato in centinaia di missioni – classificate Talon Anvil – dal 2016 al 2018. “Ma hanno anche fatto molti brutti colpi”. Stando a quanto riferito da Larry Lewis, ex consigliere del Pentagono, ogni anno in cui operava questa unità segretail tasso di vittime civili in Siria aumentava in modo significativo. Lewis, che è pure uno degli autori di un rapporto del Dipartimento della Difesa su danni e crimini contro i civili, sostiene che il tasso era 10 volte superiore a quello di operazioni simili monitorate in Afghanistan. “Era molto più alto di quanto mi sarei aspettato da un’unità statunitense”, ha dichiarato l’ex consigliere del Pentagono. “Il fatto che sia aumentato drammaticamente e costantemente per un periodo di anni, mi ha scioccato”. 

In dieci anni di conflitto sono oltre 350 mila le persone uccise nel conflitto in Siria: è l’ultimo calcolo dell’Onu. Ma il dato, che copre il periodo tra il marzo 2011 ed il marzo 2021, è “sicuramente una sottostima” del numero effettivo di persone uccise ed include solo i decessi di persone identificabili con un nome, la data e il luogo del decesso. ll dato di 350.209 uccisi “è basato su un lavoro rigoroso. Ma non è e non dovrebbe essere visto come un numero completo delle uccisioni nel conflitto in Siria durante questo periodo. Indica solo un numero minimo verificabile”, ha spiegato a Ginevra l’Alto commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet .I dati relativi a persone uccise, ma con informazioni solo parziali e quindi esclusi dall’elenco, “indicano l’esistenza di un numero più ampio. Tragicamente, ci sono anche molte altre vittime che non hanno lasciato testimoni o documenti sulla loro morte e le cui storie non siamo ancora stati in grado di scoprire”, ha sottolineato Bachelet.

Tra le 350.209 persone uccise più di una persona su 13 era una donna, per un totale di 26.727. Inoltre, quasi una su 13 era un bambino pari per un numero complessivo di 27.126 bambini uccisi, riferisce la ricerca dell’Onu.

Il maggior numero di uccisioni documentate è stato registrato nel Governatorato di Aleppo, (51.731), ha precisato l’Alto commissario nel suo aggiornamento orale sulle morti legate al conflitto in Siria (2011 al 2021) presentato al Consiglio Onu dei diritti umani. Per l’Onu, la documentazione dei decessi fa parte degli sforzi per stabilire le responsabilità. E’ inoltre complementare a quella per rendere conto delle persone scomparse: “dato il vasto numero di persone scomparse in Siria, ribadisco il mio appello per la creazione di un meccanismo indipendente, con un forte mandato internazionale, per chiarire il luogo in cui si trovano le persone scomparse; identificare resti umani; e fornire supporto alle famiglie”, ha concluso Bachelet.

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