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Turchia: 3 soldati uccisi al confine con la Siria

Turchia: 3 soldati uccisi al confine con la Siria

ANKARA-Tre soldati turchi sono stati uccisi a causa dell’esplosione di un ordigno, nella città turca di Akcakale, situata nella provincia di Sanliurfa, al confine tra Turchia e Siria.

ABNA24 – La notizia è stata riferita l’8 gennaio dal Ministero dell’Interno di Ankara, che ha aggiunto che si era trattato di una bomba artigianale. In un post su Twitter, ripreso dal sicurezzainternazionale, il Ministero stesso ha riferito che circa 12 “terroristi” del PKK/YPG sono stati neutralizzati dalle forze turche nella stessa area di Akcakale, sottolineando che le operazioni stavano continuando.

Il PKK è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ed attiva anche nel Kurdistan iracheno. Per Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, il Partito è da considerarsi un’organizzazione terroristica. Le YPG, il cui acronimo si traduce con Unità di Protezione Popolare, sono anch’esse un’organizzazione curda e hanno guidato le Syrian Democratic Forces, che sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Con il tempo, la loro espansione sul territorio siriano si è trasformata in una minaccia per la sicurezza turca. Da parte sua, Ankara considera diverse organizzazioni curde come “terroristiche” a causa di presunti legami con il PKK.

Dall’altra parte del confine turco dove si è verificata l’esplosione si trova la città siriana di Tal Abyad, controllata dalle forze armate turche. Dal 2016, Ankara ha condotto quattro operazioni nel Nord della Siria, con il fine di evitare la formazione di un corridoio verso il confine turco usufruibile dai “terroristi” e di stabilire la pace nella regione. Tra queste, vi è l’operazione “Fonte di pace”, lanciata il 9 ottobre 2019 e conclusasi il 22 ottobre dello stesso anno, data in cui Erdogan e il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno raggiunto un’intesa a Sochi, con cui le parti si sono dette concordi sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km.

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