Secondo l'agenzia di stampa ABNA, che cita il sito palestinese Al-Resalah.net, la crisi non è più limitata alla sola mancanza di cibo o medicine, ma ha coinvolto anche acqua, elettricità, servizi sanitari e gestione urbana, sottoponendo oltre due milioni di persone a condizioni di vita senza precedenti per difficoltà.
Sulla base di questo rapporto, al centro di questa catastrofe, la crisi idrica si aggrava di giorno in giorno, mentre continuano le restrizioni all'ingresso di carburante, aiuti umanitari e beni di prima necessità.
Mentre i prezzi di alcuni beni aumentano a causa della carenza e delle restrizioni, le istituzioni governative cercano di mantenere una minima stabilità sociale monitorando il mercato e prevenendo l'accumulo speculativo. Tuttavia, la continua limitazione all'ingresso degli aiuti e il razionamento dei beni hanno fatto sì che la crisi dei medicinali e delle attrezzature mediche rimanga una delle sfide più gravi.
Grave crisi idrica
Il comune di Gaza ha annunciato che la città, da circa due settimane, si trova ad affrontare una crisi senza precedenti per quanto riguarda la fornitura d'acqua. Questa situazione si è verificata dopo il guasto della linea idrica israeliana "Mekorot" a seguito di operazioni militari nell'area orientale chiamata "Zona Zero".
Secondo Hosni Muhanna, portavoce del comune, questa crisi è entrata nella quarta settimana e oltre l'85% della superficie della città è stata quasi completamente privata dell'acqua.
Durante la guerra, il comune ha fatto affidamento sulla linea "Mekorot" come fonte principale d'acqua, poiché 72 pozzi sono stati distrutti, l'unica stazione di desalinizzazione di Al-Sudaniyya è stata messa fuori servizio e i pozzi di "Bir Al-Na'ja" e "Al-Safa" sono stati nuovamente distrutti.
Il fabbisogno giornaliero della città di Gaza è di circa 100.000 metri cubi d'acqua, mentre nella migliore delle ipotesi sono disponibili solo 12.000 metri cubi; il che significa un deficit superiore al 75%. Di conseguenza, la quota d'acqua pro capite in molte aree non raggiunge i cinque litri al giorno; un valore ben al di sotto dello standard umanitario minimo.
Le stime delle Nazioni Unite indicano che circa un milione e quattrocentomila persone, su un totale di due milioni e centomila abitanti di Gaza, vivono in quasi mille campi profughi; senza acqua corrente né elettricità, una situazione che, a causa dell'alta densità di popolazione e del caldo, raddoppia i rischi sanitari.
Il carburante, arteria vitale interrotta
A Gaza, la crisi idrica è strettamente legata alla crisi del carburante. I comuni non sono in grado di far funzionare regolarmente i pozzi e gli impianti di trattamento delle acque reflue a causa della mancanza di carburante. Nonostante l'ingresso di quantità limitate di carburante, questa quantità non soddisfa il fabbisogno operativo, causando frequenti interruzioni nel pompaggio dell'acqua e l'accumulo di acque reflue in alcune aree.
Le autorità locali avvertono che il razionamento del carburante ha un impatto diretto sui settori vitali, dagli ospedali ai servizi di pulizia urbana, aggravando la crisi sanitaria e ambientale.
Mercato e mezzi di sussistenza
In campo economico, i prezzi di alcuni beni di prima necessità sono aumentati significativamente a causa delle limitazioni nell'offerta e dell'aumento dei costi di trasporto e coordinamento. Sebbene nelle ultime settimane l'accesso ad alcuni prodotti sia migliorato relativamente, la volatilità dei prezzi rimane la caratteristica principale del mercato in condizioni di assedio.
Dall'altro lato, il Ministero dell'Economia e le istituzioni governative hanno cercato di controllare il mercato intensificando le ispezioni e di contrastare l'accumulo speculativo e gli abusi. Sono state intraprese azioni anche contro alcuni trasgressori per proteggere i consumatori e garantire una distribuzione equa.
Considerando il calo del potere d'acquisto e l'aumento della povertà, che ha reso gran parte della popolazione dipendente dagli aiuti umanitari o da redditi irregolari, il controllo del mercato è diventato una delle priorità principali.
Crisi farmaceutica
La carenza di farmaci e attrezzature mediche è uno degli aspetti più critici e pericolosi della crisi. Gli ospedali si trovano ad affrontare una grave carenza di farmaci essenziali, inclusi quelli per malattie croniche, antibiotici e attrezzature chirurgiche e di terapia intensiva.
Le autorità sanitarie hanno avvertito che la continuazione delle restrizioni all'ingresso di attrezzature mediche minaccia la vita di migliaia di pazienti, in particolare quelli affetti da cancro, malattie renali e cardiache. La carenza di carburante ha inoltre ridotto la capacità operativa degli ospedali, portando il sistema sanitario sull'orlo del collasso.
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