Secondo l'Agenzia di stampa internazionale Ahl al-Bayt (AS) - ABNA - le dichiarazioni di alcuni candidati repubblicani negli Stati Uniti riguardo ai musulmani hanno suscitato un'ondata di critiche e preoccupazioni per l'aumento del discorso anti-islamico nelle competizioni elettorali, in particolare nello stato del Texas.
Nell'ultimo caso, Larry Brock, candidato per la legislatura statale, in un incontro elettorale vicino a Dallas ha chiesto il divieto di indumenti come burqa, hijab e niqab, nonché il divieto del cibo halal e dello svolgimento delle cerimonie del mese di Ramadan. Queste dichiarazioni hanno provocato vaste reazioni negli ambienti politici e mediatici.
Le notizie parlano anche di posizioni simili avanzate da altri politici repubblicani; inclusa la diffusione di pubblicità con l'affermazione di un'ingente immigrazione di musulmani in America e di un aumento delle minacce alla sicurezza. Alcuni candidati hanno anche chiesto di contrastare ciò che hanno definito la "diffusione della Sharia".
A livello statale, Greg Abbott, governatore del Texas, aveva in precedenza emesso un ordine esecutivo inserendo alcune istituzioni islamiche, inclusi i Fratelli Musulmani e un'organizzazione civile musulmana, nell'elenco delle organizzazioni terroristiche; una mossa che ha scatenato vaste reazioni legali e politiche. Inoltre, Ken Paxton, procuratore generale del Texas, ha definito il progetto di un complesso residenziale legato a un centro islamico come una "potenziale città della Sharia" e ha promesso di esaminarlo.
Gli osservatori politici ritengono che l'intensificarsi di queste posizioni avvenga in un momento in cui la questione dell'immigrazione, come tradizionale asse delle competizioni elettorali, ha perso la sua precedente efficacia e alcune correnti si sono rivolte a questioni identitarie e culturali. Questi sviluppi hanno intensificato le preoccupazioni circa le conseguenze sociali e politiche dell'aumento dell'islamofobia nello spazio elettorale americano.
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