Secondo quanto riportato dall'Agenzia di Stampa Abna, il Vice Ministro per gli Affari Giuridici e Internazionali del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, nel suo discorso alla riunione di alto livello della Conferenza sul Disarmo a Ginevra, illustrando le posizioni di principio della Repubblica Islamica dell'Iran, ha sottolineato la necessità del ritorno della comunità internazionale a un multilateralismo efficace, al disarmo reale e al rispetto incondizionato del diritto internazionale.
Kazem Gharibabadi, in questa riunione, riferendosi alla complessa e preoccupante situazione della sicurezza internazionale, ha elencato tra le gravi sfide che minacciano la pace e la sicurezza globale la continuazione dei conflitti armati, il perdurare dell'occupazione e la commissione di crimini nella regione dell'Asia occidentale da parte del regime israeliano, nonché l'indebolimento dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
Egli ha precisato che l'erosione del multilateralismo e l'espansione degli approcci unilaterali hanno riattivato un pericoloso ciclo di competizioni armamenti, specialmente in ambito nucleare.
Il Vice Ministro degli Esteri, sottolineando che le armi nucleari continuano a rappresentare la più grande minaccia contro l'umanità e la civiltà umana, ha osservato: "La persistente dipendenza di alcuni governi da queste armi nelle loro dottrine di sicurezza è in palese contrasto con i loro obblighi internazionali e mina le fondamenta etiche e giuridiche del regime di non proliferazione."
Egli ha chiesto l'impegno immediato, irrevocabile e verificabile di tutti i detentori di tali armi alla completa distruzione dei loro arsenali nucleari.
Gharibabadi ha inoltre messo in guardia contro la crescente tendenza alla militarizzazione dello spazio extra-atmosferico e ha definito il tentativo di alcuni paesi di definire lo spazio come arena per il confronto militare una minaccia contro il patrimonio comune dell'umanità.
Ha sottolineato la necessità di preservare lo spazio extra-atmosferico esclusivamente per scopi pacifici e di prevenirne la militarizzazione.
Proseguendo, ha definito il Trattato di Non Proliferazione delle armi nucleari la pietra angolare del sistema globale di non proliferazione e disarmo, precisando che la Repubblica Islamica dell'Iran è sempre stata fedele ai suoi obblighi derivanti da tale trattato.
Il Vice Ministro degli Esteri ha sottolineato che il diritto dell'Iran a beneficiare dell'energia nucleare pacifica è un diritto intrinseco, non negoziabile e garantito nel quadro del diritto internazionale, e non può essere condizionato, sospeso o revocato come presupposto per i negoziati.
Respingendo categoricamente qualsiasi affermazione sugli obiettivi militari del programma nucleare iraniano, ha precisato: "La Repubblica Islamica dell'Iran non possiede armi nucleari, non ha mai cercato di ottenerle e non ha tale intenzione."
Secondo quanto dichiarato, il programma nucleare iraniano è completamente pacifico e guidato sulla base degli obblighi giuridici e dei principi dottrinali ed etici del paese, che ripudia le armi di distruzione di massa.
Gharibabadi, criticando gli approcci duali nell'attuazione degli obblighi di disarmo, ha sottolineato che un reale progresso nel campo della non proliferazione è possibile solo all'ombra di impegni equilibrati, reciproci e vincolanti, e che gli Stati dotati di armi nucleari devono adempiere senza indugio ai loro obblighi ai sensi dell'articolo VI del Trattato di Non Proliferazione.
Ha inoltre chiesto l'avvio di negoziati per elaborare una convenzione completa sulle armi nucleari e per fornire garanzie di sicurezza vincolanti agli Stati non nucleari.
Il Vice Ministro degli Esteri, riferendosi ai recenti sviluppi diplomatici a Ginevra, ha annunciato l'esistenza di una nuova opportunità per risolvere le controversie attraverso il dialogo e ha sottolineato che qualsiasi negoziato sostenibile deve basarsi sul rispetto reciproco, sulla parità di trattamento e sull'applicazione non selettiva delle norme internazionali.
Ha tuttavia precisato che la Repubblica Islamica dell'Iran, accanto alla scelta della via diplomatica, è pienamente preparata a difendere la propria sovranità, integrità territoriale e il proprio popolo e, se necessario, farà uso del diritto intrinseco di legittima difesa conformemente alla Carta delle Nazioni Unite.
Gharibabadi ha inoltre ricordato ancora una volta l'iniziativa di lunga data della Repubblica Islamica dell'Iran per la creazione di una zona libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa nella regione del Medio Oriente, sottolineando che la realizzazione di questo obiettivo richiede l'adesione universale al Trattato di Non Proliferazione e la sottoposizione di tutti gli impianti nucleari della regione alle garanzie globali (salvaguardie).
Egli ha definito la presenza di armi di distruzione di massa in possesso del regime israeliano e le sue ripetute minacce nucleari un serio ostacolo sulla via del raggiungimento di questo obiettivo.
In conclusione, sottolineando che la pace duratura non si ottiene attraverso la pressione e la minaccia, ma si basa sul dialogo, sul rispetto reciproco, sullo stato di diritto e su un multilateralismo genuino, ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a cooperare con gli Stati per rafforzare l'architettura internazionale del disarmo e muoversi verso un mondo libero da armi nucleari.
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