13 maggio 2020 - 12:48
Laylat al-Qadr, la Notte del Destino e l'intreccio con la vita di Ali (as), l'Emiro dei Credenti

La notte tra martedi e mercoledi si sono celebrate in Iran le cerimonie per la prima delle notti che potrebbe coincidere con la notte di Ghadr, o del Destino.

(ABNA24.com)La notte di Ghadr e' la notte che precede il 19esimo, 21esimo o 23esimo giorno del mese di Ramadan, secondo la fede sciita, e si pensa che in questa notte venga determinato il Destino del prossimo anno dei fedeli. Questa notte e' inoltre la notte in cui la Misericordia del Signore e' infinita, e i fedeli possono ottenere il Perdono per i propri peccati, anche se pesanti quanto le montagne e immensi quanto i mari.

Per la tradizione sunnita, la notte di Ghadr e' una delle notti dispari dell'ultima decade (quindi 21, 23, 25 o addirittura 27).

Milioni di musulmani osservano quindi in questi giorni la Laylat al-Qadr (la Notte del Destino), che rappresenta una grande opportunità per i musulmani durante il mese del Ramadan per purificare le loro anime e attenzionare gli aspetti spirituali della vita.

Riaperte le moschee in Iran solo per notti di Ghadr

In Iran le moschee sono state riaperte in via eccezionale per le tre notti di Ghadr. Persone provenienti da tutti i ceti sociali si riuniscono all’interno di moschee e altri luoghi di culto per celebrare l’evento, che si ritiene inoltre essere la notte quando i primi versi del Sacro Corano furono rivelati al Profeta Muhammad circa 14 secoli fa.

La riapertura e' avvenuta in via eccezionale e con il rispetto di un protocollo specifico sul distanziamento emanato dal ministero della sanita' e applicato in tutti i centri.

Si pensa che La Notte del Destino è la notte in cui Dio decide il destino di tutti per il prossimo anno. I musulmani recitano il Sacro Corano, tengono veglie fino all’alba con preghiere e suppliche, e chiedono a Dio di perdonare i loro peccati.

Ali, l'Emiro dei Credenti, ed il martirio nella Notte di Ghadr

La Laylat al-Qadr ha un doppio significato per i musulmani sciiti come la notte del 21° giorno di Ramadan, che segna l’anniversario del martirio del primo Imam sciita, Ali ibn Abi Talib, passato alla Storia come Amir al Momenin o Emiro dei Credenti. L’Imam Ali venne colpito alla testa con una spada velenosa da Ibn Muljam mentre diceva le sue preghiere nella Grande Moschea di Kufa, che si trova in Iraq, il 19 di Ramadan 40 AH (27 gennaio 661 dC).

L’Imam Ali, genero e cugino del Profeta Muhammad, è molto rispettato per il suo coraggio, la conoscenza e la fedeltà profonda al Profeta, così come per l’amministrazione della giustizia. Il martirio dell’Imam Ali, che cade il 15 giugno, è un giorno di lutto nazionale in Iran.

Il lutto per Ali, personaggio molto rispettato anche dai musulmani sunniti (e' il quarto dei Califfi ben diretti o Rashidun), e' iniziato quindi oggi, 13 maggio e 19esimo giorno del mese di Ramadan, anniversario del suo fatale ferimento mentre era in preghiera all'alba del 661 d.C. a Kufa, citta' dell'attuale sud dell'Iraq.