(ABNA24.com) Un risultato che è arrivato dopo settimane di rinunce da parte dei cittadini, che sono stati costretti a modificare anche i loro stili di vita.
Sin dal primo giorno di diffusione del nuovo coronavirus, la Cina avevabloccato aeroporti, linee dell’alta velocità, fabbriche, uffici, scuole. Le persone avevano drasticamente ridotto i loro spostamenti ed erano rimaste nelle loro abitazioni qualora sospettassero alcuni sintomi da Covid-19. Le spese venivano effettuate da mesi online e la consegna avveniva a moderata distanza per non favorire il contatto tra le persone. Il campionato di calcio cinese era stato bloccato e nessuno aveva opposto resistenza.
Per fermare l’epidemia dacoronavirus, quindi, Pechino si è vista costretta a fermare le attività commerciali, sociali, sportive e professionali. Un modello, quello cinese, che ha permesso (stando ai dati) la limitazione e il contenimento del contagio. Undici dei centri speciali messi a disposizione dei malati (su un totale di 14 strutture) ormai non servono più. La ripresa delle attività, ormai imminente, potrebbe dimostrare una via possibile per l’uscita dall’emergenza. L’Italia potrebbe, a questo punto, volgere lo sguardo alla Cina.