Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Abna, citando Al Jazeera, il costo delle guerre consecutive nei territori occupati non è più misurato solo dal numero di morti e feriti o dal volume delle spese militari. Gideon Levy, giornalista scientifico del giornale Haaretz, in un rapporto ha dimostrato che le guerre ripetute hanno causato ampi disturbi psichici tra una grande parte dei Sionisti, portando questi disturbi a un livello clinico.
L'autore dell'articolo, avvertendo del numero di Sionisti che soffrono di disturbi psichici acuti, ha ipotizzato che questo numero possa raggiungere "milioni di persone".
Questo articolo si basa su una serie di studi e interviste con ricercatori di università e centri sionisti e americani. Il professor Igal Kalantrov, psicologo dell'Università Ebraica e specialista nel disturbo ossessivo-compulsivo, ha dichiarato che Israele si sta avvicinando a una situazione in cui la maggior parte della popolazione sarà considerata psicologicamente danneggiata.
Il suo studio sui residenti della regione di frontiera adiacente a Gaza mostra che circa un terzo di loro è ad alto rischio di sviluppare il disturbo ossessivo-compulsivo. Kalantrov ha definito questo rapporto sorprendente rispetto alla media mondiale, che solitamente è inferiore al 2%.
Il professor Ariel Koshmaro, del dipartimento di ingegneria biotecnologica dell'Università Ben Gurion, nella sua analisi è giunto alla conclusione che la società sionista non è solo ansiosa, ma che la guerra ha un impatto sui livelli di sonno, alimentazione e ormoni.
I risultati dell'analisi dei questionari pubblicati in questo campo hanno mostrato che tra il 20 e il 30 percento dei rispondenti ha mostrato sintomi del disturbo psichico "stress post-traumatico", il che indica alti livelli di stress nella società sionista.
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