15 giugno 2019 - 06:02
Trump e nuova Polonia in funzione anti tedesca

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(ABNA24.com) - L’incontro di questa settimana a Washington tra il presidente americano Trump e quello polacco, Andrzej Duda, è servito non solo a confermare l’ottimo stato dei rapporti tra Washington e Varsavia, ma anche e soprattutto ad ampliare ulteriormente la distanza che separa gli Stati Uniti dalla Germania e, più in generale, da quella parte di Europa che fa sostanzialmente riferimento alla leadership di Berlino.

Il faccia a faccia di mercoledì tra i due leader nella capitale americana si è infatti trasformato rapidamente in un palcoscenico sul quale l’inquilino della Casa Bianca ha sferrato nuovi e pesanti attacchi contro il governo della cancelliera Merkel. Gli argomenti preferiti da Trump sono stati ancora una volta la costruzione del gasdotto “Nordstream 2” e le spese militari tedesche, ritenute non adeguate agli standard previsti dalla NATO.

Il fatto che la polemica contro la Germania sia stata ravvivata in occasione della visita negli USA del presidente polacco dipende ovviamente dagli orientamenti di politica estera del partito (PiS) che guida il governo autoritario e ultra-conservatore di Varsavia, da sempre irriducibilmente ostile a Berlino, così come a Mosca, e impegnato a costruire un’alleanza diretta con Washington senza intermediazioni europee o transnazionali.

Ad Andrzej Duda, il presidente americano ha dunque promesso che gli Stati Uniti invieranno in Polonia un migliaio di propri soldati, anche se nella conferenza stampa tra i due leader Trump ha parlato, con ogni probabilità erroneamente, di duemila uomini. Per rispettare formalmente un accordo del 1997 con la Russia, a livello ufficiale i soldati USA si succederanno “a rotazione” nel paese dell’Europa orientale e, almeno da Washington e Varsavia, la loro presenza non sarà considerata “permanente”. Il progetto non è comunque nuovo, ma era stato inaugurato dall’amministrazione Obama e intendeva rafforzare tutto il “fianco orientale” della NATO dopo la crisi ucraina del 2014.

Per lo stesso motivo, Trump ha anche glissato sulla possibile creazione di una base militare americana in Polonia, proposta dal governo di questo paese e che dovrebbe chiamarsi “Fort Trump”. Duda, ad ogni modo, ha accolto con entusiasmo l’annuncio di Trump e, come da copione, si è abbandonato alla consueta accesissima retorica anti-russa. Il presidente polacco ha dipinto un quadro fantasioso delle mire di Mosca sul suo paese e su tutta l’Europa orientale, parlando, tra l’altro, di “un ostile volto imperiale” e dell’intenzione della Russia di annettere nuovi territori, dopo quello della Crimea nel 2014.

Che la strategia del governo polacco, comprensibilmente appoggiata in pieno dagli Stati Uniti, risponda effettivamente agli interessi del proprio paese è comunque quanto meno discutibile. Le continue provocazioni nei confronti della Russia e la trasformazione del paese dell’ex blocco sovietico in una sorta di avamposto militare americano non fanno che aumentare il rischio di un conflitto tra Washington e Mosca che vedrebbe inevitabilmente la Polonia come un obiettivo militare di assoluta priorità.

Anche su altri fronti appaiono evidenti gli oneri che comporta il rafforzamento dell’alleanza con gli USA e alcuni di essi si sono potuti osservare durante l’incontro di mercoledì tra Duda e Trump. Gli USA considerano infatti la Polonia una pedina facilmente manovrabile per la promozione delle proprie strategie energetiche e militari.

A questo proposito, i due presidenti hanno firmato un accordo da otto miliardi di dollari, in aggiunta a uno già in essere da 25 miliardi, per la fornitura alla Polonia di gas naturale liquefatto (LNG) americano, nonostante quest’ultimo sia molto più costoso di quello proveniente dalla Russia. Il governo di Varsavia, inoltre, si è impegnato ad acquistare 32 aerei da guerra americani F-35, notoriamente considerati poco affidabili, soprattutto alla luce del loro costo stratosferico.




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