5 agosto 2019 - 04:30
Messaggio della Shi’a (Allamah Tabataba’i)- 2a p.

Contrariamente alla diffusa convinzione secondo la quale l’uomo è il maestro della creazione, doma la natura ribelle e la conquista con la forza affinché obbedisca ai suoi desideri, noi pensiamo che in realtà egli stesso sia uno strumento nelle mani della Natura Universale, che lo governa e lo dirige.

(ABNA24.com) Contrariamente alla diffusa convinzione secondo la quale l’uomo è il maestro della creazione, doma la natura ribelle e la conquista con la forza affinché obbedisca ai suoi desideri, noi pensiamo che in realtà egli stesso sia uno strumento nelle mani della Natura Universale, che lo governa e lo dirige.

La logica della saggezza invita l’uomo a concentrarsi più strettamente sulla comprensione che egli ha dell’esistenza di questo mondo sino a che gli divenga chiaro che il mondo dell’esistenza e tutto ciò che è in esso non origina da sé stesso ma da una Sorgente Infinita.

Egli si renderà conto allora che la bellezza e la deformità e che ogni creatura della terra e dei cieli, le quali appaiono esteriormente come realtà indipendenti, acquistano la loro realtà tramite un’altra Realtà e sono manifestate solo nella Sua Luce, non per e attraverso se stesse. Allo stesso modo che le “realtà” come anche il potere e la grandezza di ieri non hanno maggior valore dei racconti e delle leggende di oggi, così le “realtà” di oggi non saranno ricordate che come sogni di fronte a ciò che apparirà come “realtà” domani.

In ultima analisi, ogni cosa in sé stessa non è altro che una favola e un sogno: solo Dio è Realtà in senso assoluto, l’Unico che non perisce. Sotto la protezione del Suo Essere, ogni cosa acquista esistenza e diventa manifesta attraverso la Luce della Sua Essenza.

Se l’uomo giungerà a possedere tale visione e questo potere di comprensione, allora il velo della sua esistenza separata svanirà dinanzi a lui come una bolla sulla superficie dell’acqua. Egli vedrà con i suoi occhi che il mondo e tutto ciò che esso contiene dipende da un Essere Infinito che possiede vita, potere, conoscenza e ogni perfezione a un grado illimitato.

L’uomo e ogni altro essere nel mondo sono come altrettante finestre che conformemente alla loro capacità mostrano il mondo dell’eternità che le trascende e che risiede oltre di esse.

È in questo momento che l’uomo toglie a sé stesso e a tutte le creature l’attributo di indipendenza e di supremazia e lo rende al loro Possessore. È lì che si distacca da ogni cosa e si attacca solamente all’Unico Dio. Dinanzi alla Sua Maestà e Grandezza egli non può che prosternarsi umilmente. È solo allora che Dio lo guida e lo dirige, e ciò che egli conosce lo conosce in Dio.

Attraverso la guida di Dio egli diventa provvisto delle virtù morali e spirituali e della purezza degli atti, che altro non sono se non l’Islam stesso, la sottomissione a Dio, la religione che è nella natura primordiale delle cose. Questo è il più alto grado della perfezione umana e la stazione dell’uomo perfetto (l’uomo universale, “al-Insân al-Kâmil”) cioè l’Imâm, che ha raggiunto questo rango attraverso la grazia divina.

Inoltre, coloro che hanno raggiunto questa stazione attraverso la pratica di metodi spirituali, nei differenti gradi e stazioni che essi possiedono, sono i veri seguaci degli Imâm. E risulta chiaro quindi che la conoscenza di Dio e quella dell’Imâm sono in-separabili, allo stesso modo che la Conoscenza di Dio è inestricabilmente connessa alla conoscenza di sé stessi.

Perché colui che sa che la sua propria esistenza non è altro che “simbolo” è giunto già a conoscere la reale esistenza che appartiene solamente a Dio, che è indipendente e non necessita di cosa alcuna.»




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Messaggio della Shi’a (Allamah Tabataba’i)- 2a p.

Contrariamente alla diffusa convinzione secondo la quale l’uomo è il maestro della creazione, doma la ...

natura ribelle e la conquista con la forza affinché obbedisca ai suoi desideri, noi pensiamo che in realtà egli stesso sia uno strumento nelle mani della Natura Universale, che lo governa e lo dirige. La logica della saggezza invita l’uomo a concentrarsi più strettamente sulla comprensione che egli ha dell’esistenza di questo mondo sino a che gli divenga chiaro che il mondo dell’esistenza e tutto ciò che è in esso non origina da sé stesso ma da una Sorgente Infinita. Egli si renderà conto allora che la bellezza e la deformità e che ogni creatura della terra e dei cieli, le quali appaiono esteriormente come realtà indipendenti, acquistano la loro realtà tramite un’altra Realtà e sono manifestate solo nella Sua Luce, non per e attraverso se stesse. Allo stesso modo che le “realtà” come anche il potere e la grandezza di ieri non hanno maggior valore dei racconti e delle leggende di oggi, così le “realtà” di oggi non saranno ricordate che come sogni di fronte a ciò che apparirà come “realtà” domani. In ultima analisi, ogni cosa in sé stessa non è altro che una favola e un sogno: solo Dio è Realtà in senso assoluto, l’Unico che non perisce. Sotto la protezione del Suo Essere, ogni cosa acquista esistenza e diventa manifesta attraverso la Luce della Sua Essenza.

Se l’uomo giungerà a possedere tale visione e questo potere di comprensione, allora il velo della sua esistenza separata svanirà dinanzi a lui come una bolla sulla superficie dell’acqua. Egli vedrà con i suoi occhi che il mondo e tutto ciò che esso contiene dipende da un Essere Infinito che possiede vita, potere, conoscenza e ogni perfezione a un grado illimitato. L’uomo e ogni altro essere nel mondo sono come altrettante finestre che conformemente alla loro capacità mostrano il mondo dell’eternità che le trascende e che risiede oltre di esse.

 

È in questo momento che l’uomo toglie a sé stesso e a tutte le creature l’attributo di indipendenza e di supremazia e lo rende al loro Possessore. È lì che si distacca da ogni cosa e si attacca solamente all’Unico Dio. Dinanzi alla Sua Maestà e Grandezza egli non può che prosternarsi umilmente. È solo allora che Dio lo guida e lo dirige, e ciò che egli conosce lo conosce in Dio.

Attraverso la guida di Dio egli diventa provvisto delle virtù morali e spirituali e della purezza degli atti, che altro non sono se non l’Islam stesso, la sottomissione a Dio, la religione che è nella natura primordiale delle cose. Questo è il più alto grado della perfezione umana e la stazione dell’uomo perfetto (l’uomo universale, “al-Insân al-Kâmil”) cioè l’Imâm, che ha raggiunto questo rango attraverso la grazia divina. Inoltre, coloro che hanno raggiunto questa stazione attraverso la pratica di metodi spirituali, nei differenti gradi e stazioni che essi possiedono, sono i veri seguaci degli Imâm. E risulta chiaro quindi che la conoscenza di Dio e quella dell’Imâm sono in-separabili, allo stesso modo che la Conoscenza di Dio è inestricabilmente connessa alla conoscenza di sé stessi. Perché colui che sa che la sua propria esistenza non è altro che “simbolo” è giunto già a conoscere la reale esistenza che appartiene solamente a Dio, che è indipendente e non necessita di cosa alcuna.»