-
Il Guardian: La sfiducia dell'Iran verso Trump è il principale ostacolo ai progressi dei negoziati
Un media britannico ha annunciato che la sfiducia dell'Iran nei confronti del presidente degli Stati Uniti è il principale ostacolo ai progressi dei negoziati tra Teheran e Washington. Secondo un rapporto di Abna, il giornale The Guardian ha analizzato in un rapporto la difficile posizione di J.D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, nei negoziati di pace con l'Iran.
-
Il re d'Inghilterra ironizza su Trump: "Se non ci fossimo noi, parlereste francese"
Il re d'Inghilterra ha rivolto parole ironiche a Trump durante l'incontro. Secondo un rapporto di Abna, citando Al-Ghad, Carlo III, re d'Inghilterra, durante il suo viaggio negli Stati Uniti e l'incontro con il presidente americano Donald Trump, ha detto ironicamente: "Se non ci fossero stati gli europei, gli americani parlerebbero francese."
-
Il silenzio davanti ai crimini americani in Yemen ha portato alla catastrofe di Minab
Amnesty International ha dichiarato che il silenzio rispetto all'attacco missilistico degli Stati Uniti contro il centro di detenzione dei migranti africani ha portato a crimini americani più gravi, incluso l'incidente nella scuola di Minab in Iran. Secondo un rapporto di Abna, citando Al-Masirah, Amnesty International ha riaperto il caso del crimine orribile commesso dagli Stati Uniti l'anno scorso con l'attacco al centro di detenzione dei migranti africani a Saada, che ha causato la morte e le ferite di oltre 120 persone.
-
Giornale sionista: Il porto di Eilat paga ancora il prezzo dei missili yemeniti
Un giornale economico del regime sionista ha scritto che il porto di Eilat soffre ancora di notevoli limitazioni nelle importazioni a causa degli attacchi missilistici e sta cercando di compensare queste limitazioni attraverso rotte alternative. Secondo un rapporto di Abna, citando Al-Masirah, il giornale sionista Kalalist ha ammesso che il porto di Eilat del regime sionista soffre ancora dei danni e delle notevoli limitazioni alle importazioni ed è costretto a utilizzare rotte alternative attraverso il golfo di Aqaba. Secondo questo rapporto, le compagnie di navigazione continuano a evitare lo Stretto di Bab el-Mandab nonostante la cessazione delle operazioni militari contro il regime sionista sul fronte dello Yemen e dell'Iran.
-
Human Rights Watch: La colonizzazione del regime sionista in Siria è un crimine di guerra
L’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha definito crimine di guerra la nuova iniziativa di Tel Aviv volta a sviluppare la colonizzazione nelle terre siriane occupate e ha sottolineato che tutte le istituzioni coinvolte in questo progetto rischiano di essere processate. Secondo una segnalazione di Abna, citando Al Jazeera, l’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha sottolineato nel suo rapporto che la decisione del gabinetto del regime sionista di trasferire migliaia di coloni sionisti nelle alture del Golan occupate in Siria costituisce un atto palese basato sulla commissione di crimini di guerra.
-
Netanyahu lascia l'aula di tribunale sotto la scusa di una telefonata urgente
Nonostante il rifiuto del tribunale del regime sionista alla richiesta di Netanyahu di ridurre il tempo di processo oggi, Netanyahu ha lasciato l'aula di tribunale sotto la scusa di una telefonata urgente. Secondo una segnalazione di Abna, citando il centro informativo palestinese, il sito web del giornale in ebraico Yedioth Ahronot ha riportato che Benjamin Netanyahu, primo ministro del regime sionista, durante l'udienza di oggi nei casi di corruzione, ha dichiarato che doveva andare al Ministero della Guerra alle 10:30 per effettuare una telefonata.
-
Politico iracheno: Il nuovo governo si formerà lontano dai diktat degli Stati Uniti
Un leader della coalizione al-Anbar in Iraq ha fatto riferimento alla formazione del nuovo governo del paese lontano dai diktat americani. Secondo una segnalazione di Abna, citando Al-Ma’louma, Mohammed al-Dhari, uno dei leader della coalizione al-Anbar in Iraq, ha annunciato che Ali al-Oudei, il primo ministro designato del paese, non si è arreso alle pressioni americane riguardo al meccanismo di formazione del nuovo governo e offre a tutti i gruppi politici l’opportunità di partecipare a questo processo, lontano dai diktat esterni.
-
La tregua a Gaza costa ancora tante vite quante la guerra
Nonostante l’impegno della resistenza palestinese rispetto alle clausole della tregua firmata con il regime sionista, il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato il martirio di cinque palestinesi e le ferite di altri sette a seguito delle aggressioni del regime sionista contro diverse zone di Gaza. Secondo una segnalazione di Abna, citando l’agenzia di stampa palestinese Shihab, il Ministero della Salute del governo palestinese nella Striscia di Gaza ha dichiarato in un comunicato che, a seguito della continuazione degli attacchi del regime sionista occupante, nelle ultime 24 ore cinque palestinesi sono stati martirizzati e trasferiti negli ospedali di Gaza, di cui uno è stato estratto dalle macerie, e sette sono rimasti feriti.
-
Al Jazeera: Trump non ha alcuna opzione per vincere contro l’Iran
Un media qatariano ha scritto che il governo americano non ha alcuna opzione per vincere contro l’Iran e che qualsiasi azione intrapresa si ritorcerà contro di esso. Secondo una segnalazione di Abna, Al Jazeera, in un articolo scritto da Monir Shafiq, ha definito il comportamento politico di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti nel suo secondo mandato, «contraddittorio e imprevedibile» e ha scritto: «Dopo l’inizio della guerra comune degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, Trump ha perseguito un obiettivo irrealistico, ovvero il rovesciamento del regime della Repubblica Islamica e l’imposizione di una guida sottomessa; ma questo obiettivo non è stato raggiunto. In contrasto con le aspettative di Washington, l’Iran, nonostante le perdite umane e materiali, ha mantenuto la sua coesione e ha mostrato resistenza sul piano politico e militare. »
-
Blocco dello Stretto di Hormuz e shock all'estrazione dei metalli; danno allo spina dorsale della tecnologia
Il blocco dello Stretto di Hormuz non è solo una crisi energetica, ma rappresenta uno shock strutturale per l'intera architettura dell'economia mondiale. Secondo quanto riportato da un giornalista di Abna, mentre l'Iran ha bloccato questo passaggio vitale facendo leva sulla sua geopolitica, catene molto più complesse del petrolio e del gas – dai minerali critici e dalle industrie della difesa alle infrastrutture digitali e alla sicurezza alimentare – sono state interrotte.