21 febbraio 2022 - 11:38

ROMA-Giovedì 17 febbraio si è parlato di diritti palestinesi negati, di pulizia etnica e di apartheid perpetrata dal regime sionista contro la popolazione autoctona di Palestina.

ABNA24 – L’occasione è stata la presentazione del report “Gerusalemme 2021, l’ebraicizzazione accende il confronto”, dell’organizzazione internazionale Europeans for al-Quds ripreso dal sito infopal.

Due conferenze si sono succedute, dalle ore 14:00 alle ore 18:00, presso la Camera dei Deputati del Parlamento italiano, a Palazzo Montecitorio, e presso l’Hotel delle Nazioni, a Roma, con la partecipazione di due rappresentanti dell’organizzazione, Mohammad Hannoun e Sulaiman Hijazi, dell’ex parlamentare Michele Piras, degli on. Nicola Fratoianni e Pino Cabras, delle giornaliste Angela Lano, direttrice di InfoPal.it, e di Romana Rubeo, redattrice di Palestine Chronicle, e dell’avv. Michela Arricale.

I tre politici – Cabras, Fratoianni e Piras – hanno inquadrato il ruolo politico italiano verso la Questione Palestinese e la carenza di posizioni a favore del ristabilimento della legalità internazionale. “Quella europea è una civiltà che si basa sulla promozione e difesa dei diritti umani – ha affermato Piras -, ma nei confronti del popolo palestinese sembra che questo non valga. La quotidianità della vita in Palestina è fatta di negazioni dei diritti, di occupazione, di soprusi, di odio e violenza da parte dei coloni israeliani. Non si possono usare due pesi-due misure e mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, e non si può accettare uno Stato che si basi sulla distruzione di un altro Stato”.

“L’Italia sconta uno slittamento indietro di 30 anni sulle relazioni con il mondo arabo, in generale, e con la sponda sud del Mediterraneo e il Medio Oriente, in particolare”, ha sottolineato l’on. Cabras, leader del gruppo parlamentare “Alternativa”, che ha aggiunto: “Mentre prima i rapporti con le regioni arabe e con la Terrasanta erano tenuti in grande considerazione, ora prevalgono su tutto e tutti le ragioni del regime sionista. E questo cambiamento radicale ha trascinato anche il sistema giornalistico mainstream che dimostra una unilateralità verso la parte sionista. Vi è stato, dunque, un graduale lavoro di trasformazione della Questione Palestinese e l’assimilazione delle legittime critiche al regime di Telaviv, all’antisemitismo”. La democrazia israeliana non si applica ai palestinesi, contro i quali è in atto un regime di segregazione e apartheid, ha evidenziato Cabras.

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