Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Abna, Ali Nikzad, vicepresidente del Consiglio Islamico Consultivo, nel suo intervento preliminare all'ordine del giorno dell'odierna seduta pubblica del Parlamento (domenica 4 Mordad), ha innanzitutto reso omaggio all'anima elevata del grande fondatore della Rivoluzione Islamica, all'anima celeste del leader martire della nazione, Sua Eminenza l'Ayatollah Imam Khamenei, e a tutti i martiri della via della verità e della perspicacia, dagli albori dell'Islam fino all'ultimo scontro tra gli eserciti del diritto e della pura natura contro l'oppressione e l'arroganza, ossia la terza guerra imposta; e ha aggiunto: esprimiamo nuovamente la nostra più profonda umiltà di fronte all'epopea dei funerali di milioni di persone per il nostro leader martire, organizzati dal caro popolo dell'Iran islamico e dal popolo fedele e cercatore di giustizia dell'Iraq, e auguriamo a quel combattente martire un alto rango e la riunione con i suoi puri antenati.
Egli ha definito il punto importante di questa questione lo smarrimento dell'America criminale nella palude in cui è impantanata, e ha aggiunto: dobbiamo ribadire il fatto che gli assetti dello Stretto di Hormuz non torneranno alla situazione prebellica. Raccomandiamo anche al presidente illuso degli Stati Uniti di togliersi il cotone dalle orecchie e di lasciare la regione dove noi e i nostri antenati viviamo da migliaia di anni, prima che subisca una sconfitta ancora più pesante della precedente.
Nikzad, criticando le azioni ostruzionistiche dei governi europei nei confronti dell'Iran, ha dichiarato: negli ultimi anni abbiamo sopportato gli ostruzionismi dei governi europei. Avvertiamo questi governi, in particolare il nuovo governo inglese, il Parlamento e il governo bulgaro e il governo ucraino, di non farsi strumento degli Stati Uniti e di astenersi da avventure che non li riguardano.
Ha sottolineato: la Repubblica Islamica dell'Iran eserciterà sempre il proprio diritto legittimo alla difesa dell'integrità territoriale, e ogni punto che sia origine di aggressione contro il nostro Paese e il nostro suolo sarà certamente un obiettivo legittimo delle nostre forze armate, e le azioni sconsiderate del governo ucraino non rimarranno senza risposta. Per grazia e promessa di Dio e per la consolidata tradizione storica, la vittoria del grande popolo iraniano è vicina.
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