ABNA24 : Il ministro russo ha altresì incontrato il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani. La discussione tra i due ministri degli Esteri ha riguardato soprattutto l’accordo sul nucleare iraniano, anche noto come Piano d'Azione Congiuto Globale, (JCPOA) e le sanzioni che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno imposto contro l’Iran. Durante la conferenza stampa a margine dei colloqui, Lavrov, ha dichiarato che “le sanzioni varate da Washington violano il JCPOA e dovranno essere annullate”. Analoga posizione ha preso Zarif, il quale ha condannato le misure restrittive USA, affermando che le sanzioni e gli “atti di sabotaggio” statunitensi non fanno altro che complicare la situazione tra le parti. Le sanzioni economiche USA contro l’Iran sono state reintrodotte dopo che, l’8 maggio 2019, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano. Il patto è stato firmato, il 14 luglio 2015, dopo due anni di intensi negoziati. L’intesa è stata raggiunta dall’Iran, dall’Unione Europea e dal gruppo 5+1, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Cina, Francia, Russia, Inghilterra e Stati Uniti, più la Germania. Come effetto dell’accordo, nel 2016 sono state rimosse le sanzioni economiche precedente imposte dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, emanate con la risoluzione 1747. L’8 maggio 2018, durante la presidenza di Trump, Washington si è però ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran Nel corso dei colloqui del 13 aprile, Lavrov e Zarif hanno altresì criticato le sanzioni europee. Il ministro russo ha riferito di essere rimasto stupito dalle misure restrittive che l’Unione ha varato soprattutto per il loro tempismo. È importante ricordare che le sanzioni sono arrivate il 9 aprile, in concomitanza con i negoziati tra i Paesi firmatari del JCPOA a Vienna, il 6 aprile. In quell’occasione, i delegati di Iran, Cina, Russia, Germania, Francia ed Inghilterra si sono riuniti per rilanciare l’intesa e per favorire il ritorno degli Stati Uniti nell’accordo. Teheran ha sottolineato che se l’UE non rimuoverà le sanzioni potrà diventare difficile ripristinare l’accordo sul nucleare. Dal 6 al 9 aprile si sono svolti, a Vienna, i negoziati per ripristinare il JCPOA e, in precedenza, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato la sua disponibilità a ridurre le sanzioni anti-iraniane. Anche una delegazione USA si è recata nella capitale austriaca, guidata dall’inviato speciale statunitense in Iran, Robert Malley, ma non ha preso parte all’incontro perché Teheran si è rifiutata di avviare colloqui con Washington finché le sanzioni rimarranno in vigore. L’Iran e la Russia, a margine dei colloqui del 13 aprile, hanno anche sottoscritto un piano d’azione per la cooperazione economica. Secondo le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, le parti hanno deciso di estendere l’accordo di cooperazione, della durata di 10 anni, che è scaduto di recente. Il suddetto trattato è stato siglato, il 12 marzo 2001, a Mosca, dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e dall’allora presidente iraniano, Seyed Mohammad Khatami. L’intesa ha rafforzato la base giuridica delle relazioni bilaterali ed ha posto le fondamenta per i rapporti futuri.
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