ABNA24 – del suo personale che sono stati coinvolti nell'attacco mortale con i droni nello scorso agosto in Afghanistan.
L'attacco con un drone americano che il 29 agosto ha ucciso a Kabul 10 civili, tra cui 7 bambini, non è stato causato da una negligenza criminale ma da una serie di errori, tra cui non aver notato un bambino nell'area due minuti prima del raid. È stato il verdetto espresso dall'ispettore generale del Pentagono, Sami Said, che ha escluso dunque sanzioni disciplinari per i responsabili. Il raid, sempre secondo il funzionario del Dipartimento della Difesa Usa, e' stato un "errore spiacevole" ma "onesto", "frutto di problemi di esecuzione e di interpretazione delle informazioni".
Said ha sottolineato che l'attacco con i droni deve essere considerato nel contesto del momento, con le forze statunitensi sotto stress inondate di informazioni sulle minacce a truppe e civili all'aeroporto di Kabul, pochi giorni dopo l'attentato suicida. Migliaia di afghani affollavano l'aeroporto, cercando di uscire dal Paese dopo la presa del potere da parte dei talebani.
Nell'attacco con il drone fu colpita una Toyota Corolla bianca e fu ucciso Zemerai Ahmadi e nove membri della famiglia, tra cui sette bambini. Ahmadi, 37 anni, era da tempo un dipendente di un'organizzazione umanitaria americana. Inizialmente il governo statunitense aveva sostenuto che nell'attacco era stato ucciso un terrorista dell'Isis. Poi era arrivata l'ammissione: tra le vittime solo civili innocenti.
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