22 novembre 2020 - 17:47
Le riflessioni dell’Ayatollah Khamenei sull’unità tra tutti i musulmani

Una delle politiche ostili che ormai da secoli le potenze coloniali attuano contro le nazioni islamiche è quella del ‘divide et impera’.

ABNA24: La conoscenza delle dinamiche interne del mondo islamico, di cui potenze coloniali come Francia e Inghilterra furono pionieri, portò queste entità a porre le basi di ciò che prosegue con forza anche oggi, nel 2020. Soprattutto attraverso l’uso dei media, ma anche con politiche a 360 gradi, le potenze mondiali e soprattutto occidentali, cercano di accentuare e spesso e volentieri infuocare divergenze tra sciiti e sunniti, all’interno del mondo islamico, per poterne trarre vantaggio.

Dal 1979, anno della vittoria della rivoluzione islamica in Iran, le misure adottate dall’Imam Khomeini, il defunto padre della rivoluzione, e dal suo successore l’Ayatollah Khamenei, hanno cercato di rafforzare l’Iran, soprattutto rafforzando l’unità tra i musulmani di diverse confessioni.

Attraverso la sua pagina Instagram in italiano (Khamenei.it), nata da pochi mesi, la guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, ha soprattutto ribadito l’importanza del concetto di unità islamica.

La riflessione su queste affermazioni è importante per capire la visione dell’Iran nei confronti del mondo islamico e può essere di grande interesse, in particolare per i musulmani, che si potrebbero ritrovare dinanzi la questione dell’unità islamica.

Egli ha ricordato:

“Una delle più difficili lotte del Profeta era quella di combattere per proteggere la coesione della comunità islamica dell’epoca, e dal mio punto di vista, questa fu una delle più ardue lotte del Profeta. La società islamica araba era una comunità composta da clan, con pregiudizi tribali. In una simile società, il Santo Profeta doveva creare unità tra le genti.

 

Gli insegnamenti del #Profeta Muhammad (S) non appartengono solamente ai musulmani. L’intera umanità trae beneficio dalla diffusione degli insegnamenti islamici. Se i musulmani comprenderanno la profondità degli insegnamenti dell’Islam, saranno in grado di salvare un mondo che annega nella lussuria, nell’ignoranza, nell’egoismo e nell’individualismo.

 

L’obiettivo del #Profeta dell’Islam non era soltanto quello di combattere gli arroganti della Mecca. Il suo fine era piuttosto quello di combattere l’oppressione e la corruzione che dominava il mondo. Il suo obiettivo era quello di trasmettere il messaggio di libertà, risveglio e felicità dell'essere umano a tutti i cuori.”

 

Il tema è stato trattato anche per via delle recenti offese arrecate in Francia alle sacralità della religione islamica.

“Queste loro mosse contro l’Islam ed il loro sforzo per creare islamofobia, daranno esito contrario; nel senso che metterà l’Islam al centro dell’attenzione dei giovani; nel senso che la gente semplice del mondo, con un piccolo cenno alla questione, inizierà a chiedersi perchè l’Islam sia attaccato in maniera cosi selvaggia dai media sionisti e dalle reti televisive collegate a ricchi e potenti. Questa domanda, a nostro avviso, avrà conseguenze positive e può trasformare questa minaccia in opportunità.”, ha spiegato.

Egli riferendosi alle offere al profeta ha affermato:

“La mano malvagia dei nemici dell’Islam ha mostrato ancora una volta il suo profondo odio con l’offesa al profeta (la pace sia con lui e con la sua immacolata famiglia) e con un’azione folle e odiosa, ha palesato l’ira dei maligni ambienti sionisti per lo splendore crescente dell’Islam e del Corano nel mondo di oggi.”

Parlando sempre della stessa questione, l’Ayatollah Khamenei ha ribadito:

“La scusa della libertà di espressione per non condannare il grande crimine dell’offesa al profeta dell’Islam, avanzata da alcuni politici francesi, è completamente da respingere, sbagliata ed un tentativo per ingannare l’opinione pubblica. Le politiche profondamente anti-islamiche dei sionisti e dei governi imperialisti, sono il motivo di queste mosse ostili che si palesano di tanto in tanto. Questa mossa, in questo momento specifico, può anche essere stata programmata con lo scopo di distogliere l’attenzione dei popoli e dei governi dell’Asia occidentale dai loschi piani che l’America ed il Regime Sionista hanno per questa regione.”

La guida suprema ha anche stigmatizzato i comportamenti discriminatori nei confronti dei musulmani.

“Ogni azione emotiva ed affrettata che accresca l’isolamento, la paura e la preoccupazione della comunità islamica residente in Europa e America, costituita da milioni di persone attive e responsabili, e che privi più del passato questa comunità dei suoi diritti, mettendola in disparte nella società, non solo non risolverà il problema ma accrescerà le distanze, ed aumenterà il risentimento.”

In un’altra affermazione l’Ayatollah Khamenei ha ricordato:

“Le misure superficiali e reazionarie – soprattutto se incorporate in un ambito di legge – non hanno altro frutto che aumentare le ostilità esistenti, aprendo la strada ad ulteriori crisi nel futuro.

In base alle notizie pervenute, in alcuni Paesi europei, le norme stabilite inducono i cittadini a spiare i loro vicini musulmani; questi comportamenti sono malvagi e tutti sappiamo che l’ingiustizia ha delle conseguenze, e ciò non è evitabile.”

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