10 gennaio 2021 - 14:05
Dodici caratteristiche straordinarie del Generale Soleimani nelle parole dell’Imam Khamenei- 1a P.

La Guida della Rivoluzione Islamica ha parlato di alcune delle caratteristiche e delle azioni dell’eroe della Nazione Islamica, il martire generale Soleimani, nei suoi discorsi tenuti rispettivamente l’8 gennaio e il 16 dicembre 2020. In occasione dell’anniversario del martirio del Generale Soleimani, Khamenei.ir ha raccolto e pubblicato queste caratteristiche:

ABNA24 : Ebbene, in questi giorni, molte cose sono state dette su questa grande personalità, su questo nostro amico buono, caro, coraggioso e felice che ha raggiunto il regno celeste. Quanto è stato detto nei suoi riguardi e sui tratti della sua personalità è corretto; desidero però anch’io menzionare alcuni punti che ritengo importanti:

1. Era coraggioso e stratega e allo stesso tempo uomo d’azione

Il martire Soleimani era sia coraggioso che avveduto. Non erano solo coraggioso. Alcune persone possiedono coraggio, ma non la saggezza e lungimiranza necessarie nell’utilizzarlo. Altre persone sono sagge, ma non agiscono, non hanno il fegato per agire. Il nostro caro martire possedeva entrambi. Aveva fegato…abbracciava il pericolo senza avere paura. Il suo coraggio si è manifestato non solo negli eventi recenti, ma anche durante l’era della Difesa Sacra [per contrastare l’invasione dell’Iran da parte di Saddam sostenuto dall’Occidente], durante la quale era il comandante della brigata “Tharallah”. Tanto lui quanto la sua brigata hanno mostrato un coraggio esemplare. Era anche un uomo saggio. Pensava, rifletteva e aveva una logica per le sue azioni. Questo concomitanza di coraggio e lungimiranza si è manifestata non solo nel campo militare, ma anche in quello politico. L’ho detto molte volte agli amici attivi nell’ambito politico, perché eravamo testimoni del suo comportamento e delle sue azioni. Era coraggioso e saggio anche nella sfera politica. Le sue parole esercitavano un’incredibile influenza ed erano convincenti.

2. Ha usato il suo coraggio e lungimiranza sulla Via di Dio

Era soprattutto puro e sincero. Incanalava il suo coraggio e la sua lungimiranza sulla Via di Dio; non era un uomo che si metteva in mostra o in cerca di vanagloria. La sincerità è molto importante! Dovremmo esercitarci nel coltivarla.

3.  Ha osservato rigorosamente i limiti stabiliti da Dio

Un’altra delle sue qualità era che, nonostante fosse un comandante che dirigeva delle forze armate, era molto attento nell’osservare i principi della Legge Sacra (shar’iah). A volte sul campo di battaglia le persone dimenticano i principi della Legge Sacra, sostenendo che non vi è tempo per pensarvi; lui no, era molto scrupoloso al riguardo. Dove non era necessario evitava di usare le armi. Prestava attenzione nel non trasgredire e opprimere i diritti altrui. Era prudente in aree che solitamente molte persone non ritengono necessarie. Abbracciava il pericolo ma allo stesso tempo proteggeva la vita degli altri. Era attento alla vita dei suoi compagni, dei suoi soldati e dei colleghi delle altre nazioni che gli stavano accanto.

4. La Rivoluzione Islamica e l’essere rivoluzionario erano la sua linea rossa

La Rivoluzione Islamica e l’essere rivoluzionario erano le sue linee rosse assolute. Alcune persone non dovrebbero cercare di sminuire questo aspetto della sua personalità. Incarna la sua realtà. Era dissolto della Rivoluzione e l’essere rivoluzionario era la sua linea rossa. Non era interessato a diventare membro dei diversi partiti, fazioni e gruppi, ma era totalmente rivoluzionario e profondamente legato alla Rivoluzione e alla Linea benedetta e luminosa dell’Imam Khomeyni.

5. Ha neutralizzato tutti i piani illegittimi degli Stati Uniti in Asia occidentale

Un esempio della sua lungimiranza e del suo coraggio – i suoi nemici ne sono ben consapevoli, ma forse alcuni amici potrebbero ignorarlo – è quello di essere riuscito, con l’aiuto dei popoli regionali o con il sostegno che ha offerto loro, a sventare tutti i piani illegittimi degli Stati Uniti in Asia occidentale. Quest’uomo è riuscito a resistere e rimanere in piedi dinnanzi a tutti i piani che gli americani hanno architettato con denaro, vasti sforzi propagandistici, capacità diplomatiche e bullismo esercitato sui politici – in particolare su alcuni paesi deboli – in Asia occidentale, e li ha neutralizzati.

Per quanto riguarda la Palestina, gli americani volevano consegnarla all’oblio e mantenere i palestinesi in una condizione di debolezza, in modo che non osassero parlare di lotta. Ma quest’uomo ha dato potere ai palestinesi. Ha agito per far sì che una piccola regione come la Striscia di Gaza – un’esigua striscia di terra – potesse resistere al regime sionista, nonostante tutte le pretese vantate. Per i sionisti ha creato una situazione talmente disastrosa da costringerli a richiedere il cessate il fuoco dopo solo quarantotto ore! Tutto questo è stato fatto da Hajj Qassem Soleimani. Li ha riforniti, aiutandoli ad alzarsi e resistere.

Questo è ciò che i nostri fratelli palestinesi mi hanno detto in numerose occasioni. Certamente ero già a conoscenza delle sue gesta, ma lo hanno testimoniato direttamente. Tutti i capi palestinesi lo hanno riconosciuto nei loro numerosi viaggi compiuti nella nostra nazione. Nonostante ciò, quando tenevamo delle riunioni, si sedeva sempre in un angolo dove non era affatto visibile. Così, quando dovevamo consultarlo, bisognava guardarsi intorno per trovarlo. Non si metteva in mostra, non era vanaglorioso.

I piani statunitensi in Iraq, Siria e Libano sono stati sventati grazie all’assistenza e alle azioni di questo caro martire. Gli americani vorrebbero che l’Iraq diventi come il regime taghuti [1] dell’Iran – il regime Pahlavi che esisteva in passato – o come l’Arabia Saudita di oggi. Vogliono che sia una regione ricca di petrolio sotto il loro pieno controllo in modo da poter fare tutto ciò che desiderano. Come ha detto quella persona [Trump], che sia una “mucca da mungere”. Vogliono che l’Iraq sia così. Tuttavia gli iracheni credenti e coraggiosi, i giovani e le autorità religiose dell’Iraq, si sono opposti agli americani, e Hajj Qassem – che Dio gli conceda il Suo paradiso – li ha aiutati come consigliere attivo e grande sostenitore presente sul campo.

La stessa cosa possiamo osservarla nel caso della Siria e del Libano. Per quanto riguarda il Libano, gli americani vorrebbero privare questo paese del suo più importante fattore di indipendenza – cioè le forze della resistenza e Hezbollah – lasciando così il Libano indifeso di fronte a Israele, in modo da permettergli di poter avanzare fino a Beirut, come successo già in passato. Hezbollah, grazie a Dio, è diventato giorno dopo giorno più forte. Oggi Hezbollah funge sia da mani che da occhi del Libano, e il nostro caro martire ha svolto un ruolo brillante e prominente in questo senso. Possedeva lungimiranza e coraggio. Era un mujahid intrepido e un fratello diligente.

6. Il suo martirio ha mostrato al mondo intero che la Rivoluzione Islamica è viva

Un altro capitolo relativo al Martire Soleimani sono le benedizioni prodotte dal suo grande martirio. Ogni volta che questo caro martire consegnava un rapporto – fosse esso verbale o scritto – sull’opera che aveva svolto, lo lodavo sia verbalmente che nel profondo del mio cuore, ma oggi mi inchino rispetto a ciò che ha iniziato e realizzato per la nazione e per l’intera regione. Ha compiuto una grande impresa e dato vita a un movimento. La sua spiritualità e il suo martirio lo hanno reso così importante ed eccezionale. Guardate come viene salutato dagli iraniani e dagli iracheni. Notate come si sono comportate le persone a Kadhamayn, a Baghdad, a Najaf ea Karbala nel dire addio a quel corpo fatto a pezzi. Ringraziamo la sua anima pura dal profondo del mio cuore.

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