31 agosto 2025 - 11:20
Source: ABNA24
Confessione di Calcalist: dalla guerra con l’Iran nessuno viaggia più verso i Territori Occupati

Un quotidiano israeliano ha ammesso che la guerra del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell’Iran ha messo seriamente a rischio l’industria del turismo e l’economia interna di questo regime.

Il quotidiano economico israeliano Calcalist, in un ampio rapporto, ha affrontato la crisi senza precedenti che l’industria turistica del regime sionista sta affrontando. Secondo quanto riportato da Pars Today citando l’agenzia Fars, Calcalist afferma che la guerra continua a Gaza e il continuarsi delle tensioni con l’Iran hanno avuto un impatto diretto e profondo sull’andamento della grande catena alberghiera “Fattal”, il più grande gruppo di hotel in Israele, considerato il simbolo della situazione complessiva dell’industria turistica di questo regime.

Calcalist ha aggiunto che questa situazione di crisi ha costretto la grande catena alberghiera “Fattal” a ridurre in modo significativo le proprie previsioni di reddito annuale.

Sgombero degli hotel e forte calo delle occupazioni

Calcalist ha scritto: il tasso di occupazione degli hotel “Fattal” all’interno di Israele nel secondo trimestre del 2025 è sceso solo al 58%; mentre nel secondo trimestre degli anni 2023 e 2024 questa cifra era di circa il 72%. Ciò che colpisce è che questo periodo dell’anno è tradizionalmente considerato stagione di alta affluenza, poiché coincide con le vacanze primaverili e le festività pasquali. Il quotidiano economico israeliano ha riportato che il drastico calo del tasso di occupazione alberghiera nei Territori Occupati indica chiaramente l’assenza quasi totale di turisti stranieri, una situazione che in passato veniva compensata in parte dall’accoglienza di rifugiati interni, ma questa volta neppure tale soluzione è riuscita a salvare la situazione.

Gravi perdite operative e chiusure a seguito della guerra con l’Iran

Questo quotidiano in lingua ebraica, facendo riferimento ai dati finanziari, ha scritto che l’utile operativo principale della compagnia Fattal nel mercato interno israeliano è crollato del 25%, scendendo a 113 milioni di shekel (circa 30.5 milioni di dollari), mentre i danni diretti derivanti dalla guerra con l’Iran nel solo mese di giugno sono stati stimati intorno ai 50 milioni di shekel (13.5 milioni di dollari). A seguito di questa crisi, alcuni hotel israeliani sono stati costretti a chiudere temporaneamente, mentre le cancellazioni di prenotazioni da parte di turisti e gruppi stranieri sono aumentate considerevolmente.

Riduzione delle previsioni di reddito annuale

In base alle nuove valutazioni, la compagnia israeliana di hotel “Fattal” ha ridotto le sue previsioni di reddito annuale al range di 8.1–8.3 miliardi di shekel (2.18–2.24 miliardi di dollari) e ha stimato un utile operativo previsto tra 2.75 e 2.9 miliardi di shekel (circa 742.5–783 milioni di dollari), il che rappresenta un calo significativo.

Prospettive cupe per il ritorno dei turisti stranieri

Il quotidiano israeliano Calcalist, al termine del suo rapporto, sottolineando che il rapido ritorno dei turisti stranieri non sembra probabile nel prossimo futuro, ha scritto: la catena alberghiera “Fattal” si trova di fronte a sfide enormi e, inoltre, i ricavi aggiuntivi provenienti dagli hotel europei o dai fondi di investimento immobiliare non possono compensare le vaste perdite subite nel mercato interno israeliano. Secondo quanto riportato da Calcalist, in questo modo, l’industria del turismo israeliana, già in precedenza danneggiata dall’instabilità regionale, si trova ora esposta a un crollo ancora più profondo e non vi è alcuna prospettiva chiara di miglioramento nel breve termine.

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