ABNA24 – riprendere i negoziati con l'obiettivo di rilanciare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015 (piano d'azione congiunta globale, JCPOA ossia BARJAM), dopo la sospensione decisa venerdì scorso a seguito della presentazione da parte di Tehran di due bozze di intesa sulla revoca delle sanzioni Usa e sul ripristino degli impegni sul nucleare. In un colloquio telefonico avuto ieri con il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian, il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, ha espresso “la necessità di progredire molto più velocemente nelle trattative per ripristinare l’accordo”.
Due giorni fa, lo stesso Abdollahian ha ribadito “la serietà” di Teheran nel negoziato, auspicando davanti alla Commissione esteri del parlamento iraniano che le “nostre proposte ragionevoli vengano prese in seria considerazione”. Diversa la posizione espressa dai negoziatori europei e americani sulle due bozze, definite la scorsa settimana “non serie”. Posizione ribadita due giorni dal ministero degli Esteri francese in una nota: “Le proposte presentate dall’Iran la scorsa settimana non costituiscono una base ragionevole compatibile con l’obiettivo di una rapida conclusione nel rispetto degli interessi di tutti”.
Ieri, in un colloquio con il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu, il capo negoziatore iraniano Ali Bagheri Kani ha ribadito che le proposte sono “documentate e ben fondate”, sollecitando la controparte a presentare una proposta simile: “La risposta più ovvia che le parti opposte potrebbero dare a questa mossa costruttiva è presentare le proprie opinioni documentate e ben fondate”.
I delegati di Iran e di Russia, Cina, Inghilterra, Francia, Germania e Ue si sono riuniti il 29 novembre scorso per il settimo round di colloqui sul rilancio dell’accordo del 2015, abbandonato nel 2018 dall’amministrazione americana di Donald Trump che ha poi reintrodotto sanzioni contro la Repubblica islamica. E due giorni fa l’amministrazione di Joe Biden ha annunciato sanzioni contro otto funzionari di governo e quattro organizzazioni iraniane accusate di presunte violazioni dei diritti umani. Una decisione duramente criticata dal portavoce del ministero degli Esteri, Saeed Khatibzadeh: “Anche nel pieno dei negoziati di Vienna, gli Stati Uniti non riescono a smettere di imporre sanzioni contro l’Iran”, ha scritto su Twitter. “Washington non riesce a capire che il ‘massimo fallimento’ e una svolta diplomatica si escludono a vicenda. Raddoppiare le sanzioni non fungerà da leva ed è tutt’altro che serietà e buona volontà”, ha aggiunto.
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