Le forze della resistenza con un coraggio esemplare sono riuscite ad avere la meglio nell’affrontare il regime sionista pesantemente armato e infliggere colpi decisivi all’entità usurpatrice in segno di sostegno e solidarietà al popolo indifeso di Gaza. Secondo Pars Today, ieri l'esercito israeliano ha ammesso il ferimento di almeno 44 dei suoi soldati, di cui 14 sono rimasti feriti negli scontri verificatisi tra domenica e lunedì nella Striscia di Gaza.
La notte di lunedì l'esercito sionista ha annunciato che con la morte di un altro suo soldato sempre nei combattimenti a Gaza, il bilancio sale a 674.
Nel frattempo; nella giornata di martedì i media hanno dato la notizia di un pesante attacco missilistico da parte di Hezbollah libanese contro le postazioni dell'esercito sionista nel nord della Palestina occupata. Secondo questo rapporto, i combattenti libanesi di resistenza hanno lanciato dozzine di razzi sulle postazioni del regime sionista nel nord della Palestina occupata.
Inoltre, Yahya Saree, portavoce delle forze armate yemenite, ha rivendicato sempre martedì sera in un comunicato di aver condotto un'operazione congiunta con la resistenza irachena contro un importante obiettivo ad Haifa, situato nel nord della Palestina occupata.
Il portavoce yemenite ha aggiunto che l’operazione, effettuata con missili cruise, ha avuto successo. Poi ha aggiunto che “le nostre forze continueranno le loro operazioni militari congiunte con la resistenza islamica dell'Iraq fino alla fine, cioè costringere il nemico a porre fine alla sua aggressione militare e al blocco imposto alla Striscia di Gaza.
Le Brigate Ezzedin al-Qassam, ala militare del movimento Hamas, hanno attaccato ancora una volta obiettivi militari del regime sionista, bersagliando con proiettili Al-Yassin 105 un carro armato "Merkava 4", nel quartiere di Al-Shujaieh, situato a est di Gaza City.
Nel frattempo, i media in lingua ebraica commentando le operazioni militari di Hezbollah contro il regime sionista hanno ammesso che gli attacchi con razzi e droni della resistenza libanese hanno causato fino ad ora la distruzione di 130 insediamenti nella zona settentrionale della Palestina occupata.
A questo proposito, il capo dell'insediamento sionista di Margliut, situato nel nord della Palestina occupata, ha dichiarato in un comunicato che gli alberghi di questo regime si sono completamente trasformati in campi profughi.
D’altro canto, il ministero della Guerra del regime sionista, in una dichiarazione di qualche settimana fa, ha riconosciuto l’impatto dei continui attacchi dei combattenti della resistenza libanese sulle posizioni dell’esercito e sugli insediamenti sionisti di questo regime nel nord. della Striscia di Gaza e ha annunciato che dall'inizio di questi attacchi, 930 case ed edifici dei sionisti in 86 insediamenti. L'insediamento sionista ha subito gravi danni.
Secondo questa dichiarazione, 130 delle 155 case nell'insediamento sionista "Kibbutz al-Manara" sono state distrutte dagli attacchi missilistici di Hezbollah. Il Ministero della Guerra del regime sionista ha aggiunto che 124 case nell'insediamento sionista "Kariat Shmoneh" sono state distrutte. hanno subito danni anche dall’inizio dello scontro con Hezbollah
Inoltre, mentre i funzionari israeliani continuano uno dopo l'altro a riconoscere la loro sconfitta nella battaglia contro la resistenza palestinese a Gaza, un certo Ishaq Brik, ex generale dell’esercito di questo regime, ha bollato come uno slogan la promessa da parte delle autorità sioniste di indebolire o eliminare il movimento di Hamas.
Sono trascorsi 270 giorni dall'inizio dell'offensiva sionista nella Striscia di Gaza, che va avanti senza risultati e conquiste, e questo regime sta sprofondando sempre più in una seria crisi interna, per non parlare di quella a livello globale. Dall’inizio della guerra genocida a Gaza, lo scorso 7 ottobre 2023, fino ad oggi il regime sionista non ha raggiunto nulla tranne che stragi, massacri, distruzioni, crimini di guerra, violazioni delle norme internazionali. A causa dei bombardamenti a tappetto la Striscia di Gaza è a rischio della carestia.
Non sono pochi coloro che credono che il regime occupante ha già perso questa guerra a prescindere di eventuali guadagni e conquiste in futuro e, anche dopo circa 9 mesi, Tel Aviv non è riuscito a costringere i gruppi di resistenza alla resa che sta difendendo in una piccola area sotto assedio da anni. I sionisti hanno anche perso il sostegno dell’opinione pubblica mondiale a causa dei orribili crimini perpetrati a Gaza.