7 luglio 2026 - 19:09
Source: ABNA24
Los Angeles Times: funerali senza precedenti per il leader martire, una dimostrazione di unità nazionale e determinazione a una dura vendetta

Il quotidiano Los Angeles Times, riportando la partecipazione di milioni di persone ai funerali del leader martire, l'ayatollah Seyyed Ali Khamenei, riconosce il fallimento della strategia nemica volta a indebolire il sistema e sottolinea gli slogan di vendetta del popolo e la continuazione della via della resistenza.

Secondo l'Agenzia di stampa internazionale Ahl al-Bayt (ABNA), il Los Angeles Times, nel suo reportage da Teheran, è stato costretto a riflettere le scene storiche dell'enorme folla alla marcia di lunedì; una folla che, secondo il giornale, ha superato persino i funerali del generale Soleimani nel 2020, e le immagini aeree trasmesse dalla televisione di Stato iraniana ne hanno confermato la portata senza precedenti. Questo media, menzionando i cartelli «Morte a Trump» e «Morte a Netanyahu» e gli spaventapasseri appesi, descrive questo movimento non come un semplice lutto, ma come una dichiarazione di determinazione nazionale a una «dura vendetta» e alla continuazione della via del leader martire, e, citando i dolenti, conferma il loro impegno a vendicare il sangue e a proseguire la via della resistenza.

Il rapporto prosegue analizzando i solenni funerali nel contesto dei negoziati postbellici con l'America e riconosce che l'Iran utilizza questa dimostrazione di unità come leva per realizzare le proprie richieste strategiche come il controllo dello Stretto di Hormuz, il proseguimento del programma nucleare e la risoluzione dei conflitti regionali. Il Los Angeles Times, notando la sospensione dei negoziati fino al termine della cerimonia, ritiene chiaro il messaggio da Teheran: qualsiasi accordo dipende dall'accettazione da parte dell'America delle nuove realtà sul campo – realtà in cui l'Iran, facendo leva sulla sua posizione geopolitica, ha assunto il controllo della leva di pressione e gestisce il «gioco del tempo» a proprio favore.

Nella parte finale, il giornale considera l'assenza della Guida Suprema della Rivoluzione, l'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, per motivi di sicurezza, e la chiusura diffusa di strade, aeroporti e della vita quotidiana durante questa cerimonia, come segno della gestione coordinata del paese nell'organizzazione di questo evento colossale. Il Los Angeles Times, infine, nonostante i tentativi di enfatizzare eccessivamente le sfide, è costretto a riflettere il fatto che la Repubblica Islamica, sostenuta dalla partecipazione di milioni di persone e dallo spirito rivoluzionario, ha dimostrato ancora una volta che le minacce e gli omicidi dei nemici non indeboliscono la volontà della nazione, ma moltiplicano cento volte la loro determinazione a continuare la via dei martiri e a realizzare le promesse divine.

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