19 luglio 2026 - 09:29
Source: ABNA24
Consultazioni del ministro degli Esteri del Kuwait con il collega pakistano sulle vie per ridurre le tensioni

Il ministro degli Esteri del Kuwait, in una conversazione telefonica con il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, ha discusso e scambiato opinioni sugli ultimi sviluppi in corso nella regione e sugli sforzi compiuti per ridurre le tensioni.

Secondo l'agenzia di stampa ABNA che cita l'agenzia di stampa ufficiale del Kuwait, il ministero degli Esteri di questo paese ha annunciato in una dichiarazione che «Jarrah Jaber al-Ahmad as-Sabah», ministro degli Esteri del Kuwait, nel colloquio con il suo omologo pakistano «Muhammad Ishaq Dar», ha esaminato gli ultimi sviluppi nella regione, in particolare l'escalation delle attuali tensioni e le sue conseguenze.

Secondo questa dichiarazione, le due parti hanno esaminato durante questa conversazione telefonica gli sforzi mirati per ridurre la tensione militare, contenere la crisi e rafforzare le soluzioni diplomatiche che possono contribuire a preservare la sicurezza e la stabilità regionale.

Questa conversazione telefonica arriva dopo che l'agenzia Reuters ha riferito che alcuni paesi arabi, tra cui Kuwait, Bahrein e Giordania, che, osservando l'incapacità dei sistemi di difesa aerea americani di resistere ai colpi precisi dell'Iran, sono stati presi dal panico, stanno ora negoziando per stabilire partnership di difesa con il Pakistan per colmare il vuoto di sicurezza causato dall'incompetenza di Washington, facendo affidamento sulle capacità militari e sull'industria della difesa di Islamabad.

Questa mossa arriva mentre in precedenza anche l'Arabia Saudita aveva firmato un accordo per dispiegare sul suo territorio migliaia di militari, caccia, droni e sistemi di difesa aerea pakistani.

Gli osservatori politici valutano questa svolta strategica come un segno evidente della fragilità dei patti di sicurezza tradizionali con l'Occidente e un implicito riconoscimento del fallimento dell'egemonia militare americana nella regione, che ha costretto i suddetti paesi a cercare rifugi alternativi.

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