ABNA24: A lanciare nuovamente l’allarme sono Save the Children e Oxfam.
“Le vedevo le ossa, e non potevo fare niente per lei. Non avevo soldi per il trasporto: ho dovuto farmi prestare dei soldi per portare mia figlia in ospedale, è lontanissimo dal nostro villaggio. Non abbiamo cibo: la mattina un po’ di pane col tè, e a pranzo patate e pomodori. Di solito, io non mangio: cerco di tenere tutto per i miei bambini”. È la drammatica testimonianza di una madre yemenita vittima della dilagante carestia in un Paese sempre più devastato dalla guerra. Dopo una decina di anni di lotte e instabilità politica, a partire dal 19 marzo 2015 il conflitto è esploso in tutta la sua violenza, con la brutale aggressione militare da parte della cosiddetta coalizione guidata dall’Arabia Saudita, provocando morte, carestia e distruzione in tutto lo Stato, soprattutto tra i civili.
...
Hodeidah è il principale porto dello Yemen, e vi transita oltre il 70% degli aiuti umanitari per la popolazione. L’attacco a questa infrastruttura fondamentale, quindi, oltre a causare migliaia di morti nell’immediato – le Nazioni Unite stimano che l’assalto possa causare fino a 250mila vittime – provoca conseguenze inimmaginabili a tutto il Paese, con impatto diretto su centinaia di migliaia di famiglie, e di bambini.
Secondo la denuncia di Save the Children, sono oltre cinque milioni i bambini a rischio carestia. Con la chiusura di questo porto sul Mar Rosso verrebbero bloccati sia l’accesso di cibo, che l’accesso di medicinali, che l’accesso di carburante.
342/