Intervenuto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sull’Ucraina, Blinken ha attaccato Mosca di cambiare rotta, accusanso il presidente Putin di raddoppiare i propri sforzi, scegliere di non porre fine alla guerra ma di espanderla. Poi ha minacciato che gli USA non permetteranno alla Russia di continuare a "fare a pezzi l’ordine internazionale".
Sempre secondo il capo della diplomazia americana "la decisione del presidente Putin di mobilitare parzialmente i cittadini russi, ordinando loro di combattere in Ucraina, riflette le difficolta’ del Cremlino sul terreno di battaglia, l’impopolarita’ della guerra e la riluttanza dei russi a combatterla", ha affermato Blinken. “Putin non sta operando da una posizione di forza ma questo e’ piuttosto un segno del fallimento della sua missione”, ha aggiunto.
Dopo Binken, è arrivato il turno della Russia con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov che ha cominciato il suo discorso puntando il dito contro il regime di Kiev di aver instaurato un regime nazista che stava perseguitando la popolazione russa dell’Ucraina. L'operazione speciale militare russa alle aggressioni dell'Ucraina contro la popolazione russa all’interno dei suoi confini. Lavrov e' tornato a condannare l’Occidente di spingere l’Ucraina contro la Russia, accusando Kiev di “trascinare i combattimenti per indebolire la Russia. Gli Usa e i loro alleati con la connivenza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno coperto i crimini del regime di Kiev”, ha detto Lavrov. "L’Ucraina è diventata uno Stato nazista completamente totalitario” ha dichiarato il capo della Diplomazia russa. "Il regime di Kiev vieta le proteste, reprime il dissenso, canali televisivi sono stati chiusi allo scopo di non consentire nessun punto di vista alternativo, giornalisti vengono perseguitati”. Il ministro degli Esteri russo ha citato inoltre “i rapporti di organizzazioni che non possono certo essere sospettate di simpatia per i russi, come Amnesty, che hanno confermato che i nazionalisti ucraini hanno utilizzato pacifici civili come scudi umani”. Lavrov, ha accusato i “cinici Paesi che pompano armi in Ucraina per trascinare il conflitto il più a lungo possibile allo scopo di logorare e indebolire la Russia”. “L’Occidente collettivo è coinvolto in modo diretto, è parte del conflitto”, ha aggiunto Lavrov, “nell’esercito russo nessuno si fa illusioni sul fatto che stiamo combattendo non l’Ucraina ma l’Occidente collettivo”.
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