Secondo l'Agenzia di stampa internazionale Ahl al-Bayt (ABNA) — «The Guardian» nella sua analisi della prossima cerimonia di commiato e funebre per il corpo puro del leader martire della Rivoluzione Islamica, l'ha descritta come una «dimostrazione epica di lutto, potenza nazionale e coesione sociale» e, citando funzionari iraniani, ha scritto che questa cerimonia sarà l'evento più importante del presente secolo e il più grande raduno dopo la rivoluzione del 1979; questo media ha anche scritto nel suo titolo che milioni di persone sono attese a questo raduno.
«The Mirror» ha anche utilizzato l'espressione «commiato spettacolare» per definire l'ampiezza di questa cerimonia in cinque città e due paesi come «senza precedenti» e ha sottolineato che questo evento trasmette al mondo e, naturalmente, all'America un chiaro messaggio di «resistenza».
Presenza globale; l'Iran non è solo
Le agenzie «Reuters» e il «New York Times», riferendosi alla presenza di delegazioni diplomatiche da quasi 100 paesi del mondo, tra cui alti funzionari di Russia, Cina, Pakistan, Armenia, Iraq e altri paesi della regione, hanno considerato questa presenza come un segno di «rinnovamento del patto globale» con gli ideali del leader martire. Secondo il New York Times, la lunga fila di diplomatici e leader religiosi nella moschea di Teheran per rendere omaggio al corpo puro ha mostrato un'immagine dell'«influenza spirituale e politica» del defunto leader della rivoluzione sulla scena internazionale, che va oltre i confini geografici.
Logistica che crea un'epopea; organizzazione senza precedenti
L'agenzia «Anadolu» con un approccio analitico ha esaminato i dettagli logistici di questo evento e lo ha definito «una delle più vaste operazioni diplomatiche, mediatiche e di sicurezza degli ultimi decenni». Secondo questa agenzia, la presenza di 14.000 giornalisti, fotografi e documentaristi internazionali per coprire questo evento indica l'importanza strategica di questo commiato storico. Anadolu ha anche sottolineato gli ampi preparativi per ospitare milioni di pellegrini a Teheran, descrivendoli come un «segno della volontà ferma e della pianificazione accurata del governo iraniano» per la sontuosa realizzazione di questo lutto nazionale.
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