(ABNA24.com) Dopo le tensioni di ieri mattina, nel primo pomeriggio il dialogo tra i due partiti è ricominciato. Superato il veto su Giuseppe Conte e rimessa in discussione la poltrona del Viminale, ora l’ostacolo è la vicepresidenza. Il Partito democratico non vuole che Luigi Di Maio sia vice, perché ritiene già il premier in quota 5 stelle.
“Non è un rimpasto”, è il commento affidato alle agenzie da fonti interne del Pd. A replicare è stato però il capogruppo M5s Stefano Patuanelli, dicendo che “il capo politico deve avere un ruolo nell’esecutivo”. Un altro elemento che ha raffreddato la discussione è stato l’annuncio del voto su Rousseau: i 5 stelle chiederanno il parere della base “alla fine del percorso”. Uno “sgarbo istituzionale”, secondo il Pd e invece “imprescindibile” per i grillini. Da questo punto si ricomincerà a trattare oggi alle 8.30, quando si vedranno le delegazioni. Poi alle 10 ci sarà la direzione Pd e probabilmente si rivedranno i leader. Nel pomeriggio ci saranno invece le consultazioni finali al Colle.
Difficoltà sulla sulla squadra: il nodo vicepremier. E anche nel Pd si chiede discontinuità sui nomi. "Discontinuità deve valere per i gialli e per i rossi". ha detto il senatore Cerno.
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28 agosto 2019 - 06:10
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La trattativa per il governo giallorosso va avanti, ma non senza difficoltà.