13 aprile 2020 - 04:43
Coronavirus porrebbe fine all'Unione europea

- Le conseguenze economiche derivanti dal coronavirus stiano ricadendo su tutti i membri della zona euro.

(ABNA24.com) Tuttavia, ad oggi non esiste un meccanismo che permetta ai diversi Paesi del blocco di rispondere allo shock in maniera congiunta. Per questo motivo le misure in risposta all’attuale pandemia sono state implementate solo a livello nazionale, un meccanismo che non fa altro che dividere piuttosto che unione l’Europa in un simile momento di crisi. Di fronte ad una crisi condivisa, la zona euro è capace di rispondere solo in maniera frammentaria.

Le differenze che esistevano già prima dell’arrivo del coronavirus sul fronte dei conti pubblici di ciascun membro stanno alimentando una forte divergenza nella risposta di politica monetaria. E più durerà la la crisi, più visibili saranno queste differenze. Non tutti i Paesi sono in grado di far sopravvivere le rispettive economie nello stesso identico modo. Per questo motivo, con il passare del tempo, le conseguenza politiche potrebbero spingere nuovamente la zona euro sull’orlo del baratro.

Quanto accaduto nei giorni scorsi lo conferma: agendo in maniera decisamente tempestiva, la Germania ha reagito con forza con forza alla situazione, cancellando i suoi limiti imposti sul debito pubblico e mettendo in cambio un piano di salvataggio da 750 miliardi di euro per sostenere l’economia tedesca.

L’Italia, il Paese della zona euro con il maggior numero di casi e decessi per coronavirus, non ha lo stesso margine di manovra. La nostra risposta a COVID-19 ammonta a soli 25 miliardi di euro al momento, poca cosa rispetto all’impegno tedesco.

Questa sostanziale disparità nella risposta dei vari governi è esacerbata dalle differenze economiche precedenti allo scoppio della crisi.Lo scorso anno, l’economia italiana è risultata ancora in calo del 4% rispetto al 2007, mentre il PIL tedesco è salito del 16% nello stesso periodo. 

La questione si fa sempre più chiara: senza la solidarietà degli altri membri dell’Eurozona, l’Italia non sarà in grado di rispondere alla crisi allo stesso modo di altri Paesi. È a rischio recessione in seguito alla catastrofe umanitaria.

La zona euro oggi rischia di ripetere gli stessi errori commessi poco più di un decennio fa. Le risposte timide e ritardatarie dei governi nazionali europei al culmine dell’ultima crisi sono costate caro all’economia. Le loro azioni sono arrivate solo quando la casa era già in fiamme. E quando la BCE è intervenuta per guadagnare tempo, il tempo extra è stato sprecato dai vari Paesi.

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