Secondo il corrispondente di Abna citando Reuters, il prezzo del petrolio nelle contrattazioni di lunedì ha raggiunto il livello più basso da marzo; ciò è accaduto dopo l’annuncio che Iran e USA hanno raggiunto un accordo preliminare per porre fine alla guerra e riprendere i trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz.
Di conseguenza, il prezzo del barile di petrolio Brent del Mare del Nord è sceso di 4,14 dollari (4,47%) a 83,19 dollari. Il petrolio West Texas Intermediate (WTI) americano è anch’esso sceso di 4,78 dollari (5,63%) a 80,10 dollari.
Shehbaz Sharif, il Primo Ministro pakistano, il cui paese ha svolto il ruolo di mediatore nei negoziati, ha annunciato che Iran e Stati Uniti firmeranno un memorandum d’intesa venerdì in Svizzera. Donald Trump, il presidente americano, ha anche dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto senza dazi e che il blocco navale americano contro i porti iraniani terminerà.
I rapporti dei media iraniani indicano anche che la bozza dell’accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni e secondo le disposizioni iraniane.
Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto della fornitura globale di petrolio e gas naturale liquefatto, è stato effettivamente chiuso per oltre tre mesi, causando una riduzione dell’offerta energetica globale.
Nel frattempo, gli investitori stanno valutando con cautela la velocità di ripresa della produzione e delle esportazioni di petrolio dei paesi del Medio Oriente dopo i danni causati dalla guerra, e questa questione rimane uno dei fattori determinanti per la traiettoria del mercato petrolifero.
Alcuni analisti ritengono che, nonostante il calo dei prezzi, l’incertezza sui futuri negoziati e sul programma nucleare iraniano potrebbe impedire un calo più brusco dei prezzi del petrolio nel breve termine.
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