Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Abna, il sito di Al Jazeera ha riferito che, mentre le economie di vari paesi soffrono a causa delle crisi provocate dalle tensioni nella regione e dall'interruzione della catena di approvvigionamento energetico, anche l'economia americana è alle prese con un aumento senza precedenti del prezzo del carburante. Questo paese, in quanto maggior produttore di greggio al mondo, ha registrato un aumento senza precedenti del prezzo della benzina dall'estate del 2022. Nonostante gli sforzi del governo americano per frenare quest'onda, i prezzi continuano a salire, e questo trend influisce negativamente sull'inflazione interna media.
Secondo questo rapporto, le condizioni attuali, insieme all'aumento dei prezzi di altri beni, esercitano pressioni sull'amministrazione Trump e limitano le sue opzioni per espandere il raggio della guerra e ampliare la lista degli obiettivi, compresi gli impianti energetici iraniani.
Negli ultimi mesi, il governo americano ha aggiunto 128 milioni di barili di petrolio alle sue riserve strategiche per ridurre il prezzo della benzina a meno di quattro dollari al gallone, ma senza risultati. Il prezzo al gallone prima dell'inizio della guerra era inferiore a tre dollari, e non tornerà mai più alle condizioni prebelliche fino alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Anche le compagnie petrolifere nazionali americane fissano i prezzi in base ai prezzi mondiali e non alla domanda e offerta interna. Ciò significa che i prezzi possono aumentare del 60% in più rispetto a quanto dovrebbero.
L'aumento dei prezzi, unito all'avvicinarsi delle elezioni di mid-term per il Congresso, è diventato il tallone d'Achille della strategia di Trump nella guerra contro l'Iran. Queste condizioni limitano le sue opzioni.
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